Ultimatum a Tsipras «Riforme in tre giorni»

di Maria Rosa Tomasello wROMA Quattordici ore di trattative, nove sabato, cinque ieri mattina, in un clima rovente, «a volte violento», rivelano fonti francesi, producono una bozza di accordo che fa pagare alla Grecia un prezzo altissimo per ottenere 82-86 miliardi di aiuti necessari al Paese in ginocchio per rialzarsi. Condizioni che la Grecia definisce «umilianti e disastrose». La riunione dei ministri delle Finanze dei 19 Paesi dell'Eurozona, che consegna ai capi di Stato e di governo le proposte per dare il via libera al terzo programma di salvataggio, si conclude con il giallo su un durissimo scontro verbale tra il presidente della Bce Mario Draghi e il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble, leader del partito dei "falchi", e con un ultimatum senza appello ad Atene. Approvare le riforme richieste dall'Europa entro il 15 luglio. Mercoledì. Un termine che la cancelliera tedesca Angela Merkel vorrebbe addirittura anticipare di 24 ore. A domani. In caso contrario, non viene esclusa l'uscita dall'euro: il documento infatti contiene in un passaggio - non condiviso da tutti - l'ipotesi caldeggiata dalla Germania, una "Grexit" temporanea. È un passaggio che conferma la forte impronta dei "falchi" sul testo, dopo che il presidente francese François Hollande aveva rigettato con sprezzo la possibilità: «Non esiste una Grexit temporanea: o c'è Grexit oppure no». Ma con «alcuni grandi temi ancora da affrontare», come dice il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, le decisioni finali vengono affidate ai leader dei soli Paesi della zona euro. È per questo che, al mattino, l'Eurosummit a 28 viene cancellato, confermando la riunione a 19: la scelta sul futuro della Grecia, con la tensione alle stelle tra i ministri, tanto da far temere lo scontro fisico, non può che essere politica. «Non ci sarà un accordo a qualunque costo» è l'avvertimento di Merkel. «La Germania rischia di spaccare l'Unione, sarebbe catastrofico» la attacca il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn, mentre il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker annuncia: «Combatterò fino all'ultimo per un accordo». A tarda notte però l'accordo è ancora lontano. Merkel, secondo fonti greche, è «la più intransigente», mentre la Grecia potrebbe contare sul «forte sostengo» di Draghi. Su un punto Atene è ferma:«Niente Grexit temporanea al 100%». Se le indicazioni dell'Eurogruppo saranno confermate dai leader, restano dunque appena tre giorni al governo di Alexis Tsipras per salvare la Grecia varando un pacchetto di misure ritenute prioritarie: le riforme dell'Iva e delle pensioni, l'adozione di un nuovo codice di procedura civile per accelerare i processi, una normativa che garantisca la piena indipendenza dell'istituto di statistica nazionale (Elstat), la piena attuazione delle disposizioni derivanti dal Fiscal compact. L'Eurogruppo chiede la reintroduzione dei licenziamenti collettivi e il ritorno della Troika (Ue, Bce ed Fmi) ad Atene «per migliorare monitoraggio e attuazione delle riforme». Sul piano delle privatizzazioni, inoltre, viene richiesta la creazione di un trust da 50 miliardi in Lussemburgo in cui far confluire i proventi della vendita del patrimonio a garanzia del debito, eventualità che i greci considerano inaccettabile. Per sbloccare i negoziati tutte le condizioni dovranno essere approvate «sia dal governo che dal parlamento greco» spiega il ministro finlandese Alex Stubb, esponente dei "falchi" con Germania, Paesi Baltici, Olanda, Slovacchia, Malta, Austria, Portogallo. È una corsa contro il tempo, che per Tsipras sarà a ostacoli, con Syriza sempre più spaccato. Il premier vuole tornare in patria con nuova liquidità per il Paese a secco: «Sono qui per un compromesso onesto, possiamo raggiungere una intesa già stasera se tutti lo vogliono» esordisce, prima di incontrare, in una pausa del summit, Merkel, Hollande e il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Ma il clima è pesante. È un faccia a faccia, rivela il "Guardian", durante il quale Tsipras viene sottoposto a una sorta di waterboarding mentale (la tortura che mima l'annegamento): la Grecia deve diventare un "protettorato" dell'Eurozona, gli viene detto, o uscire dall'euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA