«Qui sono di casa, è tutto meraviglioso»

IVREA Svizzera, Austria, Germania. Ma anche Svezia, Stati Uniti e Australia. Queste solo alcune delle nazioni rappresentate alle gare di canoa di sabato e domenica. Una competizione in cui atleti provenienti da ogni parte del mondo si sono sfidati in quello che loro stessi hanno definito come "il tracciato più bello d'Italia", e da cui tutti i canoisti devono passare, prima o poi. E sicuramente il canale di Ivrea costituisce a detta di tutti una sfida emozionante, anche per i campioni più navigati di questo sport, che nonostante l'esperienza non vogliono sottovalutare il percorso. «Innanzitutto il corso d'acqua è naturale e questo lo rende imprevedibile - sostiene il finalista del C1 azzurro Raffaello Ivaldi, classe 1997 -. Ivrea è piccolina e con un bel paesaggio, come piace a me. Prima delle gare sono pure andato a farmi il bagno al lago Sirio, una meraviglia. Il campo di gara è bellissimo, quando molti ormai sono artificiali». Andrea Romeo, atleta di lungo corso della Marina Militare, specialista del nel K1, è di Pordenone. «Questo è sicuramente il miglior campo in Italia - dice -. È un tracciato di alto livello e molto impegnativo. Se lo dovessi descrivere con una parola, direi che è un gioiellino». Romeo, dopo 15 anni di carriera, ha un debole per Ivrea. «La città è bella, gli eporediesi sono accoglienti. Sono anche venuto a vedere il Carnevale e San Savino tre anni fa, e torno qui volentieri, per allenarmi e rilassarmi». Un'opinione condivisa anche dal finalista del K1 Giovanni De Gennaro, 22enne di Brescia in forza alla Forestale: «Ormai sono di casa ad Ivrea - aggiunge -. Il percorso è molto duro, ma è il posto migliore per i canoisti, tanto per la storia che la società dell'Ivrea canoa club, quanto per l'ospitalità». E se c'è chi ama Ivrea, c'è anche chi le preferisce il paese natio. È di questa opinione Paolo Ceccon, atleta delC1 che ha totalizzato uno dei migliori tempi in semifinale, che pure ha girato l'Italia e apprezza Ivrea. «Ma il paesino da cui vengo è la mia casa, lo dico ogni volta - dice Ceccon -. Ci sono affezionato, anche se Ivrea mi piace molto e il canale di gara è il mio percorso preferito». Una piacevole impressione, condivisa anche da chi viene per la prima volta a contatto con il Canavese. « Ivrea è bella, non ci ero mai stata - così commenta la giovanissima Amalie Hilgertova, 17enne dalla Repubblica Ceca -». Sul percorso? Sceglie con cura le parole della risposta «It's very tricky, è piuttosto complicato». Non abbastanza per fermarla, però: nonostante la giovane età, riesce a entrare in finale nel K1 su un percorso in cui non aveva mai gareggiato. Ma, quando non lo conoscono i canoisti, sono gli allenatori a mettere in guardia i loro atleti sulle insidie del tracciato. È il caso di Nathalie Siegrist, allenatrice della squadra svizzera. A 37 anni ha abbastanza esperienza. «Noi siamo pronti, i ragazzi li ho preparati. Sono tutti under 23, ma ce la faranno». Rodolfo Bevione