I 110 anni del Club Lys nella storia
PONT-SAINT-MARTIN Grande ricorrenza per il Club sportivo Lys di Pont-Saint-Martin che proprio oggi, mercoledì 1 luglio, festeggia i 110 anni della fondazione e inizia esponendo uno striscione appena sotto il Castello Baraing che ricorda il 1905, anno della fondazione, e l'evoluzione dell'Aquila dello stemma. Per l'occasione si è anche fatto un grande lavoro d'archivio per allestire una mostra celebrativa, 100 anni e più di Ruote Alate 1905-2015, che si inaugurerà sabato 4 luglio nella sala espositiva della biblioteca. Regina, la bicicletta, senza però tralasciare tutti gli altri sport e attività culturali che impegnavano tantissime persone. «Abbiamo tanto materiale – spiega Xavier Laurenzio, ex atleta e presidente del sodalizio dal 2006 -, purtroppo della fondazione solo due documenti. Molto è andato perduto nel bombardamento subito durante la Seconda Guerra Mondiale». I faldoni che sono stati aperti e visionati partono dal 1946, anno della ripresa delle attività, e raccontano uno spaccato sia del Club sia di Pont-Saint-Martin, perché il Club era il riferimento per la Valle d'Aosta e il Canavese: «Tutto scritto in bella scrittura con perfezione oserei dire sabauda – spiega Roberto Belluco, addetto stampa e curatore della mostra – e nei verbali, redatti per ogni singola iniziativa, si percepiscono umori, inclinazioni personali e anche scontri accesi». «Nel libro cassa del 1909, in occasione di una spesa per una cena, il cassiere scriveva con tratto deciso: "Dovrebbe pagare chi l'ha voluta!" per poi pentirsi e cancellare con una riga. Oppure in occasione della richiesta del Comune per l'Organizzazione del Carnevale 1966, dove Ramon Jans ha vinto le resistenze puntando sui margini economici utili per le attività sportive». La mostra raccoglie fotografie, documenti, manifesti, maglie. «Davvero tante cose da vedere – continua Belluco – che vanno al di là del ciclismo, perché raccontano un'epoca». Una delle domande che ci si pone è come si sia arrivati a questo traguardo: «Io ricordo Ermanno Viola, Ramon Jans che incarnavano la passione – spiega Laurenzio – avevano ciclismo e il Club nelle vene, hanno superato momenti difficili perché ci credevano». Con un rinnovato settore giovanile e una categoria esordienti il Club ha buone prospettive per il futuro, investendo su di loro e nell'aspetto culturale dello sport. «I nostri ragazzi si allenano e gareggiano per il gusto di farlo – conclude Laurenzio -, in gara ci danno molte soddisfazioni perché sanno che noi li sosteniamo comunque».