Pobbia, proteste per l’ex asilo in degrado

AZEGLIO Due mesi fa, durante il violento nubifragio che si era abbattuto sul Canavese, era crollata una parete laterale in mattoni dell'ex asilo Luigi Rolle della frazione Pobbia, ad Azeglio, abbandonato da trent'anni e fatiscente. La porzione del vecchio edificio sul lato nord, dove c'era un porticato, è stata sistemata dall'amministrazione comunale che ha ripulito e protetto l'area con una recinzione. Ma i residenti scendono in campo perché lo stesso edificio venga salvato. Uno di loro protesta sulle pagine del notiziario comunale: «Se non si interviene in fretta con una sistemazione complessiva l'ex asilo, simbolo della nostra frazione, donato al Comune, rischia di crollare del tutto». Scrive il cittadino ed aggiunge: «Lo stato di abbandono della costruzione è dimostrato dalle crepe sul tetto, dalla quasi totale mancanza di vetri, dalle persiane che stanno cadendo a pezzi dall'umidità che avanza. Il muro del porticato è crollato sul prato, dove a volte passa il personale addetto al taglio dell'erba e dove, superando la recinzione, i ragazzi giocano. Questo degrado, per tacere dei pericoli che potrebbero derivare da un secondo crollo, ci rattrista e ci ferisce anche perché tutto il lavoro e i sacrifici fatti dai nostri antenati per costruire un asilo nella frazione sono ignorati e vanificati». Si è così avverato il rischio che era stato sottolineato nel periodo in cui il paese era governato dal commissario prefettizio Roberto Dosio. Eravamo nel 2012, e il commissario aveva consigliato l'attuazione di un progetto che prevedeva una sinergia pubblico-privato per la ristrutturazione. Ne sarebbero derivato sei mini alloggi al secondo piano, mentre il primo sarebbe diventato uno spazio per le associazioni. Un progetto su cui l'ex amministrazione si giocò le elezioni amministrative del maggio 2012 poi vinte dalla lista dell'attuale sindaco Pio Coda. Contraria al progetto. In particolare temeva l'attuale vicesindaco Emiliano Sirio che gli alloggi dell'edificio venissero dati in affitto a persone con problematiche di varia natura con il rischio di creare situazioni di difficoltà per i residenti della frazione. Ora però il sindaco si dice aperto a tutte le soluzioni: «Non chiudiamo la porta a nessuno – sottolinea – il Comune non ha le risorse economiche per ristrutturarlo. L'ultima ipotesi al vaglio vedeva l'offerta da parte di un'associazione sociale che lo avrebbe destinato all'ospitalità dei disabili. Un progetto caldeggiato dal parroco, don Rodolfo. Ma per il momento il progetto non si è concretizzato. Intanto noi abbiamo messo l'area in sicurezza, rifatto il parco giochi ed un campetto da calcio. Di più non possiamo». Lydia Massia