Coordinamento di enti per combattere la povertà
IVREA Hanno superato la già elevata soglia di 1.700 le famiglie assistite settimanalmente dalla Caritas in tutta la diocesi di Ivrea. Nel corso del 2014, le famiglie assistite direttamente dal centro Caritas della città sono state oltre 650, in aumento rispetto all'anno precedente. A fornire questi e altri dati ai rappresentanti delle associazioni ecclesiali e laiche di volontariato locali (una decina) è stato il direttore della Caritas Emiliano Ricci, ai margini dell'incontro sulle vecchie e nuove povertà tenuto ad Ivrea da monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso. Lo scorso anno, la Caritas ha recuperato nei supermercati prodotti freschi in scadenza per un valore di 230 mila euro, distribuiti settimanalmente a 350 famiglie. Inoltre, ha speso 50 mila euro circa per pagare bollette, affitti, farmaci e libri a persone in difficoltà. I 45 volontari sono stati chiamati a gestire 28 tonnellate di indumenti, tre delle quali distribuite agli assistiti e le 25 restanti cedute a 25 centesimi al chilo. Proprio questi numeri indicano che un'integrazione tra varie attività potrebbe facilitare e consentire alle associaizoni di avere più forza. «Oggi noi qui siamo chiamati ad avviare un percorso di sinergia tra i diversi gruppi di volontariato - ha spiegato il vescovo Edoardo Aldo Cerrato - per evitare che finisca nel nulla la riflessione sulla povertà che ci ha invitato a fare monsignor Bregantini. Un incontro tra tutte le realtà è indispensabile perché insieme, partendo da quello che esiste, si può andare avanti e ottenere risultati impossibili da conseguire dai singoli gruppi». L'invito del vescovo è stato accolto nella sostanza dai vari rappresentanti delle associazioni presenti, San Vincenzo de Paoli, Centro di aiuto alla Vita, Good Samaritan, Famiglie nuove, Migranti, Avulls ed Ivrea Soccorso che, pur senza nascondere le difficoltà di una integrazione operativa, hanno affidato al direttore della Caritas Emiliano Ricci, il compito di coordinare un tavolo di lavoro per cercare i modi di eventuali collaborazioni. Il direttore della Caritas diocesana ha annunciato le nuove imminenti iniziative da affiancare ai servizi esistenti. «Stiamo pensando all'ipotesi di allestire una mensa della fraternità utilizzando i pasti non consumati nelle scuole della zona, ed in settembre - ha anticipato Ricci - saranno disponibili due camerette per l'accoglienza di donne e bambini ed un locale per ospitare le famiglie al Peana. Questi nuovi spazi di accoglienza vanno a completare i centri di prima e seconda accoglienza già attivati da tempo per cercare, almeno in parte, di rispondere alla emergenza abitativa temporanea: sfratti, che registriamo in sensibile crescita in tutta l'area eporediese». Sandro Ronchetti