«Il murale è un abuso edilizio»

MONTANARO Il murale contestato? «Sarà cancellato perché considerato abuso edilizio in quanto non rispettoso del progetto originale». Martedì mattina in Comune la decisione era data per certa e avvallata dal sindaco. Anche se il primo cittadino ha, successivamente, rettificato il tiro, pur mantenendo posizioni radicali sull'argomento. «Scriverò a ZeroCalcare per sapere cosa ne pensa della modifica al bozzetto da lui presentato», dice Giovanni Ponchia rimanendo fermo sulla sua posizione: il murale dedicato a Giuseppe Prono, il primo montanarese a salire sui monti durante la Resistenza e fucilato a Ceres l'8 marzo 1944 a soli 19 anni, così com'è stato fatto non va bene. La stella rossa a cinque punte aggiunta all'ultimo creerebbe secondo lui malumori in alcuni cittadini che non si sentirebbero così rappresentati e toglierebbe l'attenzione da Prono: «Credo che un ragazzo di 19 anni debba essere al centro della scena, i simbolismi non andrebbero rappresentati in quanto in un murale pubblico tutti si devono ritrovare e nessuno deve sentirsi escluso». Dal canto suo il comitato Restiamo Sani promotore dell'iniziativa (con il sostegno di altre associazioni e liste del paese) e il suo portavoce Eugenio Borra a fare modificare il murales realizzato dai milanesi Volkswriterz non ci pensa proprio: «È un'opera d'arte e non si tocca e poi nel progetto presentato al sindaco c'era scritto che sarebbero state possibili delle variazioni». Proprio su questo punto il sindaco, espressione della lista civica Salviamo Montanaro, senza dichiarate appartenenze politiche, non ha dubbi. Se tra le ipotesi che circolano c'è quella che la variazione possa considerarsi un abuso edilizio, Ponchia frena un po': «Non si tratta proprio di una questione edilizia ma di un contratto stipulato tra me e Restiamo Sani. Ciò che è stato realizzato è difforme. La bandiera della Brigata Garibaldi l'avevo autorizzata. La stella no». Quale possa essere non è semplice ipotizzare ma il primo cittadino crede sia possibile trovarla: «Basta togliere la stella e spostare la bandiera». Ipotesi che difficilmente sarà accolta se non imposta con l'uso della forza, anche perché, dopo le lunghe discussioni in piazza e sui social network, stanno arrivando anche le prime posizioni ufficiali di chi ha appoggiato e finanziato l'idea del murale. Tra questi l'Anpi che ritiene che «il contenuto grafico del murale sia coerente con la nostra storia e conseguentemente così deve restare. Le polemiche scatenate appaiono perciò ridicole, fuori luogo e prive di senso rispetto ai problemi reali che un'amministrazione dovrebbe oggi affrontare». Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Pd che liquida le polemiche come «irrispettose e pretestuose. Il sindaco pensi ai problemi del paese». Per Giorgio Gozzellino e i suoi compagni di partito «La presenza di simboli legati alla storia partigiana non può dare fastidio se non per motivi politici. L'Amministrazione commetterebbe un grave errore facendo rimuovere i simboli sul murales e appartenenti alla Brigata Garibaldi, perché simboli di valenza storica e non appartenenti a partiti politici. L'Amministrazione ancora una volta ha dimostrato i propri limiti con un sindaco che decide da solo e poi per mantenere unita la maggioranza cambia più volte versione». E aggiunge il carico da 11: «Se la Giunta deciderà per la rimozione delle stelle rosse dovrà assumersi le proprie responsabilità politiche perché sarà messaggio chiaro di come dopo tanti proclami questa Amministrazione non sia solo una lista civica». Silvia Alberto