L’ex officina e magazzino hanno il tetto in eternit
CALUSO L'istituto professionale di stato per l'agricoltura e l'ambiente Carlo Ubertini di Caluso, realtà in continua evoluzione e fiore all'occhiello della realtà scolastica del Basso Canavese, comprende due edifici, ovviamente non utilizzati, con il tetto in eternit. Si tratta dell'ex officina meccanica e di un edificio adibito a magazzino, che si trovano nell'area esterna delle scuola a pochi passi dalla sede della Cooperativa produttori Erbaluce di Caluso. Una superficie complessiva di almeno di un centinaio di metri da rimuovere e bonificare. Un intervento che è di competenza della Città metropolitana. «Sono ormai molti anni - si lamenta il giovane vice preside Pier Giuseppe Berardo, mentre venerdì è al lavoro della serra didattica - che aspettiamo la rimozione delle lastre in eternit. La Provincia, ora Città metropolitana è venuta a fare i sopralluoghi, e ha inserito l'intervento tra le priorità. Dovrebbe anche essere già finanziato. Però il passaggio da una governance ad un'altra ha allungato i tempi. Gli edifici non sono utilizzati, le lastre in eternit non sono fatiscenti, e quindi non rappresentano un pericolo per la salute dei nostri 500 studenti. Ma se la bonifica venisse effettuata, i due edifici potrebbero essere riutilizzati. Nei nostri progetti c'è infatti il riavvio della cantina didattica per vinificare in proprio, come accadeva fino ad una decina di anni fa l'Erbaluce che coltiviamo nel vigneto della scuola. Vigneto che di recente è stato ampliato nel corso di progetto di alternanza scuola lavoro. Sarebbe un'opportunità in più per l'istituto che vede crescere di anno in anno le iscrizioni». La richiesta sarà esaudita. Lo ha anticipato Alberto Avetta, vicesindaco della neonata Città metropolitana. «Siamo consapevoli del prestigio dell'istituto, dei risultati che ottiene, dei progetti che ha in cantiere - spiega Avetta -. La bonifica del tetto è tra la priorità. L'iter è già partito. In tempi d'intervento saranno brevi». Tesi confermata anche dall'ingegner Sandro Petruzzi, responsabile della sicurezza amianto per l'ente che ha sostituito la Provincia: «L'amianto è pericoloso quando diventa friabile e a Caluso è solido e compatto. Il monitoraggio che abbiamo fatto è rigoroso. Se ci fosse anche il minimo rischio avremmo chiuso la scuola. Zero rischi e finanziamenti assegnati. La gara d'appalto è pronta quindi prevedo la bonifica in tempi strettissimi». Ed altre opportunità per l'Ubertini potrebbero arrivare anche dal convitto, annesso. Lo storico edificio, che nel passato ospitava il convento dei frati francescani, ha bisogno di una serie di interventi in alcuni punti del tetto che causano infiltrazioni d'acqua e la caduta di parti del soffitto. La dirigenza per una questione di sicurezza ha chiuso le aule, un servizio igienico ed un corridoio. I lavori sono urgenti, sollecitati in più occasioni dai presidi che si sono succeduti negli ultimi anni. «Ma anche questa volta - ricorda il vice preside Pier Giuseppe Berardo - ai sopralluoghi non sono seguiti gli interventi, a causa della mancanza di fondi. Noi invece per il prossimo anno scolastico abbiamo maggiori richieste per il convitto, aperto dalle 7.30 alle 17 . Ma se quelle aule restano chiuse non sappiamo più dove mettere i ragazzi». Lydia Massia ©RIPRODUZIONE RISERVATA