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ROMA Felice Belloli ai saluti, Carlo Tavecchio rilancia. Il secondo è stato alla guida della Lega D per 15 anni prima di passare alla carica di presidente Figc, il primo solo sei mesi prima di essere sfiduciato all'unanimità dal consiglio direttivo Lnd. Per Belloli è stata la giornata del congedo. La presunta frase sulle «quattro lesbiche» del calcio femminile che ha fatto indignare il mondo intero non poteva passare sotto silenzio. Prima, saggiamente, Belloli ha disertato il convegno "Sport è Salute" dove era annunciato poi si è presentato al consiglio direttivo della Lega Dilettanti ribadendo di non aver pronunciato la frase incriminata e non rassegnando le dimissioni. Belloli ha rimesso il mandato sperando nella clemenza dello corte. Poi ha lasciato l'albergo da un'uscita secondaria salendo immediatamente sul volo verso la sua Milano. Il verdetto è stato lapidario. Sfiducia votata all'unanimità. A comunicarlo a Belloli è stato il vice presidente vicario, Antonio Cosentino. «Ha accettato queste indicazioni, fra qualche giorno dovrebbe dare le dimissioni». Le sue parole dopo la telefonata. Ora lo scenario che si apre è duplice. Quello scontato, sono le dimissioni di Belloli con Cosentino che traghetterà la Lega fino alle elezioni entro 90 giorni. Il secondo, molto difficile, le mancate dimissioni ed il braccio di ferro con Tavecchio che procederebbe al commissariamento ma quella di andare allo scontro frontale con il n. 1 della Figc sarebbe una scelta folle per Belloli.