Anche gli artisti celebrano il capolavoro Messi
BARCELLONA (Spagna) «Hanno ragione i giornali spagnoli, il secondo gol di Messi ieri contro il Bayern è un'opera d'arte». Il sigillo sull'ultimo capolavoro del miglior calciatore al mondo è di uno che di opere d'arte se ne intende: Achille Bonito Oliva. Il critico racconta la sua emozione per quella sintesi tra «la rapidità, l'efficacia e la dolcezza del tratto che fanno pensare ad Andy Warhol. Ecco Messi per me è come il fenomeno della pop art, mentre Pelè è Picasso. Sono loro i più grandi nella storia dell'arte calcistica». Migliori anche di Maradona? «Certo - replica il napoletano Bonito Oliva - se non altro per la capacità di vivere tutti i giorni il loro genio con compostezza e semplicità: cosa che li rende inarrivabili. Il primo gol-capolavoro che io ricordi è quello di un Pelè sedicenne al mondiale vinto dal Brasile in Svezia, stop di petto, pallonetto sull'avversario e palla appoggiata in rete: tutto da fermo, con una classe immensa. Certo, anche Maradona ne ha fatti moltissimi di alto livello: è sicuramente un capolavoro, sebbene di scorrettezza, quello con la mano all'Inghilterra: Diego, basso come è, che salta e laddove non arriva con la testa lo fa fraudolentemente con la mano. Ho riconosciuto l'amoralità atavica di alcuni campani, e lui vaghe origini della nostra terra le ha. Ma in assoluto - conclude il critico - ripeto che non ho dubbi: i più grandi di sempre sono Pelè e Messi». Ora fari sulla gara di ritorno. Al Bayern di Guardiola servirà un'impresa per fermare la marcia del Barcellona di Leo.