Il Vecchio mulino ancora senza gestore
RUEGLIO Dopo tre bandi, il Bar ristorante Vecchio mulino, a Rueglio, è ancora senza un gestore. Anche il terzo tentativo messo in campo dall' amministrazione comunale ruegliese per cercare qualcuno disposto a rilanciare l'attività di ristorazione nel locale lasciato a gennaio dal mitico "Canun", all'anagrafe Marco Brunetto, è andato a vuoto. E se nelle altre due occasioni qualche offerta era pure stata presentata, stavolta nessuno si è fatto avanti per rilevare il Bar ristorante. Non se l'aspettava, il sindaco del paese, Gabriella Laffaille. «Sembrava davvero che questa fosse la volta buona, visto che c'era chi aveva manifestato interesse a gestire il locale. Invece niente di tutto questo, e così, a primavera inoltrata e con l'estate alle porte, il locale continua ad essere chiuso. Oltretutto se n'è andata anche la festa patronale, evento che ha sempre portato benefici a quel locale così come agli altri presenti in paese», afferma il sindaco Laffaille. Archiviata l'infruttuosa strada dei bandi, a questo punto l'amministrazione comunale pare decisa a fare di tutto, pur di riaprire al pubblico la struttura. «Abbiamo addirittura pensato di coinvolgere la Pro loco, anche se non sarà facile individuare una soluzione che possa consentire all'associazione di occuparsi della gestione del locale. Speriamo davvero che in un modo o nell'altro, il Vecchio mulino possa presto riaprire i battenti», aggiunge Gabriella Laffaille. È critica, sulla questione, la minoranza consiliare ruegliese. Afferma infatti il capogruppo Sergio Cordero, sindaco del paese nella passata legislatura. «Non ci stupiamo affatto, che il Vecchio mulino continui a restare chiuso. Già nella predisposizione dei bandi sono stati commessi degli errori. Ad alcuni di questi, dopo nostre opportune osservazioni era stato posto rimedio. Purtroppo, però, di fronte a particolari vincoli, presenti nel testo del bando ed imposti all'eventuale gestore, è ovvio che alla fine nessuno se la sia sentita di presentare un'offerta». L'ex sindaco trova infine troppo elevato il canone base di 700 euro mensili fissato dall'amministrazione comunale per l'affitto della struttura. «Nei bandi successivi al primo, sarebbe stato opportuno ridurre, anche se di poco, il canone, se non altro per dare un segnale di buona volontà» sostiene Cordero. In ballo, insieme alla gestione del locale di ristorazione, c'era quella dell'area sportiva che comprende un campo da bocce ed uno da tennis e da calcetto. La piscina mobile ed il solarium, impiantati dal buon "Canun" e che costituivano un'ulteriore attrattiva per valligiani e turisti, sono invece stati smantellati e trasferiti altrove dallo stesso ultimo gestore della struttura. Giacomo Grosso