Al mulino del ’700 c’è acqua di fogna
CHIAVERANO Vivere in un sogno e trovarsi in un incubo. È quanto accadendo a Laura Bertola che, dopo una vita spesa a restaurare il vecchio mulino dei bisnonni, in regione Lazzetta, si trova da qualche anno a questa parte a dover subire le conseguenze, in termini di esondazioni e danni, del dirottamento del rio di Bienca nel fosso del mulino Zuffo che attraversa la sua proprietà. Fosso che, in aggiunta, per un guasto nella fogna comunale, si è tramutato in una cloaca a cielo aperto. Oggi la vasca a monte della proprietà e la cascatella che ne deriva non solo sono un deposito e una caduta di melma, ma anche presentano in superficie una schiuma giallastra e inequivocabili tracce organiche, che, al di là di non essere un bello spettacolo, impensieriscono anche a livello igienico. Senza contare l'odore fetido che emana dall'acqua. «La data dipinta sulla facciata della casa – racconta Laura Bertola – indica come anno di costruzione il 1789, ma, secondo uno studioso che sta scrivendo una monografia sui mulini canavesani, la parte più antica dell'edificio si colloca intorno al 1600. Un tempo, nel fossato, tra l'altro privato, veniva deviata per tre mesi l'acqua del rio, giusto per soddisfare le attività del mulino e veniva corrisposta una tassa al Comune proprio per l'utilizzo dell'acqua per macinare la farina. Nei restanti 9 mesi il fossato era asciutto». Una ventina d'anni fa, per evitare manutenzioni all'alveo e allagamenti della strada principale in caso di piogge troppo intense, il Comune decise di dirottare il rio nel fossato. «Le proprietà attraversate dal fossato sono due, la mia è quella più in basso e tutti gli eventi alluvionali concentrano dunque da me tutte le conseguenze di una massa d'acqua eccessiva. Oltre ai danni alla proprietà, mi sono trovata a dover far abbattere un capannone che si allagava ogni volta. Per ovviare al problema ho fatto installare a mie spese una chiusa e per anni ho provveduto, a suon di milioni di lire, a far pulire periodicamente la vasca». Le amministrazioni si sono succedute una all'altra e i problemi sono rimasti tali come le promesse non mantenute. Laura Bertola oggi non ne può più e mostra un corposo faldone di documenti in merito, ordinati cronologicamente a raccontare anni e anni di disagi. «L'acqua è pubblica, mi hanno segnalato al demanio, – rimarca Bertola – e tocca quindi al Comune provvedere almeno alla pulizia del fossato e della vasca, almeno ogni due anni: per un periodo si è provveduto, ma dal 2011non è stato fatto alcun intervento: la melma sta creando problemi anche a chiusa e sifone, e la fogna ha aggiunto il tocco finale. Il ripristino di quest'ultima spetterebbe a Smat che però non interviene. Mi vedrò costretta a chiedere al Comune il risarcimento dei danni». Bertola è amareggiata anche perché vede vanificato con tanto impegno e fatica il suo mantenere perfetta una proprietà il cui aspetto contribuisce ad accrescere la bellezza del paesaggio agli occhi di chi lo ammira. «Dovrà purtroppo aspettare ancora – ammette il sindaco Maurizio Fiorentini – i fondi per l'intervento di pulizia erano infatti stati stanziati, ma l'alluvione del novembre scorso ci ha costretti a distrarli altrove. Per quanto riguarda la fogna, Smat sostiene non ci siano rotture ma che i problemi dipendano dalle piogge troppo intense». «Ho già subito tre alluvioni e non è ammissibile – conclude Laura Bertola – che debba farmi carico di danni che non dipendono da me. Un Comune che abbia a cuore i suoi cittadini deve provvedere a tutelarne la qualità della vita». Franco Farnè GUARDA LA FOTOGALLERY SUL NOSTRO SITO www.lasentinella.it