Disastro aviatorio, elicotterista assolto
di Vincenzo Iorio wLEVONE Rischiava fino a quindici anni di carcere l'uomo che cinque anni fa pilotava l'elicottero che precipitò nelle campagne di Levone. Ieri pomeriggio, dopo una lunga camera di consiglio, il collegio giudicante del tribunale di Ivrea ha assolto Claudio Rapello, 54 anni, di Ronco Canavese. L'uomo, difeso dall'avvocato Carlo Arnulfo, era accusato di disastro aviatorio. Era il 27 marzo del 2010. A bordo di un Robinson R 22 oltre a Rapello, istruttore di volo, c'era Antonio Sodo Migliori, 53 anni, di Roma, allievo pilota. Poco prima delle 13 quell'elicottero leggero da turismo, utilizzato con successo come elicottero scuola, si era schiantato al suolo. L'impatto era stato violentissimo. Pilota e allievo restano gravemente feriti, ma riescono a chiamare i soccorsi. Quella mattina Rapello e Sodi Migliori si erano alzati in volo dall'aviosuperficie Pegasus di Busano intorno alle 11.30. Stavano facendo esercitazione in una zona considerata perfetta, vista la lontananza dalle abitazioni. Rapello è un pilota esperto e stimato nell'ambiente degli elicotteristi; Sodo Migliori, già in possesso di brevetto per gli ultraleggeri, è iscritto alla North West Service di Busano, scuola riconosciuta dall'Enac (Ente nazionale aviazione civile). Quella mattina la lezione programmata prevedeva, tra l'altro, una manovra d'emergenza definita di autorotazione, indispensabile per chi vuole pilotare elicotteri. Come ricostruito in aula dai testimoni e dallo stesso imputato, l'autorotazione è una manovra messa in atto dal pilota in caso di avaria del motore. Il rotore dell'elicottero, infatti, ha l'importantissima caratteristica di poter ruotare anche a motore fermo. «Per fare un paragone con un'automobile - ha spiegato in aula un istruttore di volo - le ruote possono girare anche a motore fermo se il cambio è in folle». Quando il motore di un elicottero si ferma, l'elicottero perde quota, ma l'aria che attraversa le pale innesca il meccanismo dell'autorotazione. In altre parole, la corrente d'aria fa ruotare le pale e questa rotazione genera portanza e limita la velocità di caduta. «Qualcosa però quel giorno è andato storto - ha detto in aula Antonio Sodo Migliori -. L'elicottero è andato giù di giri e quando ho sentito il cicalino di emergenza suonare e la spia rossa che si è accesa ho lasciato i comandi al pilota perché non sapevo più cosa fare. Purtroppo, lui non è riuscito a far riprendere quota all'elicottero e così siamo precipitati».