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BARD La terra come fonte di vita, come patrimonio da custodire, come luogo di incontro con gli altri. Nell'anno di Expo Milano 2015, dedicato al tema del cibo e della nutrizione, la sesta edizione dei Colloqui del Forte di Bard (con il sostegno della Banca di credito cooperativo valdostana), intende riflettere proprio sulla terra, intesa non solo come risorsa per l'uomo sotto il profilo nutrizionale ma anche come luogo fisico su cui esso stesso declina la propria condizione. L'evento, promosso dall'Associazione Forte di Bard e diretto dal priore della comunità di Bose, Enzo Bianchi, si terrà al Forte di Bard sabato 11 aprile e vedrà protagoniste diverse personalità del mondo della cultura, del giornalismo, dello spettacolo e dell'imprenditoria. La riflessione sul tema sarà oggetto di condivisione con numerosi ospiti che porteranno il loro personale contributo al dibattito: Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria; Vittorio Sgarbi, critico e storico dell'arte; Federico Ghizzoni, amministratore delegato Unicredit; Carlo Petrini presidente di Slow Food; Davide Rampello, curatore padiglione Zero Expo Milano 2015; Lorenza Bravetta, direttore di Camera centro italiano per la fotografia in dialogo con Gianni Berengo Gardin, fotografo, Bruno Gambarotta, giornalista e scrittore. I lavori saranno aperti dall'intervento di Augusto Rollandin, presidente del Forte di Bard e di Luciano Violante, professore ordinario di diritto e procedura penale. Il Priore di Bose Enzo Bianchi terrà una lectio magistralis a conclusione della giornata e seguirà numerosi interventi. La conduzione della giornata è affidata a Gabriele Accornero, consigliere delegato del Forte di Bard. I colloqui inizieranno alle 10 con l'introduzione di Enzo Bianchi e si concluderanno dopo el 18. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al numero + 39 0125 833816 e via email all'indirizzo colloqui@fortedibard.it «La terra è eredità da accogliere dal passato, patrimonio da custodire e coltivare nell'oggi e lascito da consegnare al futuro - commenta il priore di Bose, Enzo Bianchi -. Oggi la responsabilità verso gli altri, verso il prossimo, non può che declinarsi anche come responsabilità verso la terra. E dunque verso alberi e animali, erbe e fiori, monti e mari, laghi e fiumi, compagni del nostro vivere che spesso non ricevono da noi in contraccambio che occhiate distratte».