«Dichiarazioni inaccettabili da censurare in modo fermo»

IVREA Carlo Della Pepa, il sindaco, è uno che se ne sta lontano dai social. Niente profilo Facebook, nessun tweet, zero Instagram e neppure il collegamento con whatsapp o telegram. Rimane basito, quindi, nel leggere la lettera del presidente del consiglio comunale Elisabetta Ballurio e soprattutto i post su Facebook del professor Paolo Bosisio, fino al 28 settembre direttore artistico del teatro Giacosa. «In questi anni - dice - ogni volta che ho parlato con lui non abbiamo mai affrontato certi discorsi. E dalle stagioni teatrali che ha proposto mai sono emerse certe idee. Mi spiace che la pensi così e spero che nessuno pensi mai di lui ciò che lui stesso scrive di altri». Fatto questo discorso di massima, Della Pepa non usa mezzi termini: «Quelle di Bosisio sono affermazioni inaccettabili e indifendibili. Censurabili senza alcun dubbio. E per me, che sono fuori dal mondo dei social, è la conferma una volta di più che sono strumenti che, seppure utili, lasciano ampi spazi per dare sfogo a stupidaggini incredibili». E aggiunge, il sindaco, che, vista la natura pubblica delle affermazioni, una verifica degli uffici su quanto chiesto dalla presidente Ballurio debba essere condotta con attenzione. Laura Salvetti, assessore alla Cultura, divide in due la questione: «Quelle affermazioni sono inaccettabili umanamente e su questo non si discute neanche un istante». Su come debba invece muoversi la città di Ivrea, ora che il professore ha lasciato la direzione del teatro e si è aperto un altro capitolo con l'arrivo di Laura Curino, preferisce riflettere un attimo una volta placata l'onda emotiva. La bufera sulle dichiarazioni di Bosisio, rimasto alla guida del teatro cittadino sette anni, investe necessariamente il teatro Giacosa. Augusto Vino è l'assessore alle politiche sociali. I post del professore? «Robaccia - dice -. Certo, se fosse ancora direttore artistico bisognerebbe chiedergli di andarsene». E poi una considerazione più sociologica, visto che è il suo mestiere: «Ci sarebbe da ragionare sul perché sui social, la robaccia impazza senza filtri diffondendo pregiudizi e cose palesemente false». Mario Liore, direttore organizzativo e numero uno de Il Contato, tiene a chiarire di aver saputo delle esternazioni del suo ultimo direttore artistico dalla lettera di Ballurio: «Mai avrei detto che la pensava così. E questo mi rende più convinto della nostra scelta. Che non ha nulla a che fare con quelle affermazioni. Affermazioni che, ripeto, ignoravo fino a ieri». (ri.co.)