Apre la Locanda degli Hobbit

di Simona Bombonato w MONTALENGHE Tolkien la chiamerebbe la Locanda degli Hobbit perché quella sarà, in sostanza. Loro, invece, di Tolkien, di cui sono grandi estimatori, si limitano per rispetto a prendere in prestito solo il genere, il fantasy, per raccontare il progetto che sta per cambiare la loro vita e in parte anche il volto del territorio tra Montalenghe e Caluso. Si chiamano Luca Catalano, 37 anni, e Roberta Malerba, 32, architetto lui, musicista lei, entrambi canavesani, marito e moglie dal 2011 (si sono sposati con rito elfico in Santo Stefano, a Chiaverano) e genitori del piccolo Lorièn, due anni e mezzo. Il progetto dalle atmosfere tolkieniane di cui si parla riguarda la realizzazione della "Locanda della contea", una sorta di pub fantasy nel corpo centrale di un'azienda agricola votata alla bioedilizia e alla autosufficienza energetica e dei consumi, il cui cantiere si metterà in moto a giorni. Dietro c'è il consorzio Agridea di Luca Catalano e Roberta Malerba. Solo ieri l'altro in Comune è stato firmato l'atto di compravendita di 13mila metri quadrati di terreno, e la locazione decennale di altri 60mila metri quadrati attorno all'area venduta. Questo in virtù di un bando comunale emesso a luglio dello scorso anno, con vendita e affitto insieme. Quella dell'azienda agricola è stata l'unica offerta, per altro pienamente rispondente con la destinazione agricola del terreno. Con il discorso fantasy, la coppia appassionata del Signore degli anelli trasformerebbe parte dell'attività in ricettiva. L'azienda agricola dunque saràà condotta da Luca e Roberta, con un'altra decina di persone fidatissime tra amici di vecchia data e parenti. La locanda occuperà 500 metri quadri al piano terra. Investimento iniziale, 400mila euro. Il progetto, ambizioso, si svilupperà negli anni, spiegano Luca Catalano e Roberta Malerba. Per ora gli step sono due: «Avviare la semina e far partire i lavori della struttura – spiegano –. La locanda vorremmo aprirla per ottobre, mentre entro l'estate 2016 vorremmo inaugurare un centro estivo che rispecchi la filosofia di questo posto». Per esempio? «Un centro estivo con la piscina di fieno, i giochi di legno, il tiro con l'arco, il contatto con la natura e il cibo sano, prodotto qui. Vogliamo trasmettere l'amore per le cose semplici, che spesso ci sfuggono perché abbiamo troppo». La locanda non farà ristorazione, ma proporrà degustazioni in accompagnamento alle bevande a base di ortaggi, mais dolce, patate. «Ci saranno i giochi di società e i cuscini davanti al camino dove chiacchierare, possibilmente lasciando i telefonini nella cesta che metteremo all'ingresso», precisa Sara. Luca, da architetto, spende più di una parola sul cantiere: «Costruiremo tutto noi con le nostre mani – aggiunge – usando al posto dei mattoni e del cemento balle di fieno tenute insieme da un impasto di argilla e terra ricavata dagli scavi. Non ci serve niente altro. Per l'elettricità installeremo i pannelli fotovoltaici e per i servizi un sistema di riciclo dell'acqua piovana». Nel cassetto c'è anche l'idea di ospitare eventi fantasy. Un progetto con la p maiuscola, insomma, per cui «ringraziamo l'amministrazione comunale». Così il sindaco, Valerio Grosso: «Abbiamo scelto di dare fiducia ad Agridea perché tra le numerose e svariate proposte ricevute in dieci anni per la destinazione di quel terreno la loro è risultata essere quella più compatibile con la natura e con la tradizione agricola locali. La prima ricaduta è un immediato vantaggio di natura economica e ambientale – precisa Grosso –. Con la vendita avremmo denaro liquido per sistemare il parco giochi e altre opere che attendevano, con l'affitto garantiamo per dieci anni un entrata corrente alle casse comunali che da quei terreni ricavavano finora poco. Infine si tratta per la maggior parte di una zona fortemente degradata e compromessa che Agridea si è impegnata a bonificare».