«Non c’è alcun accordo con la Parisi costruzioni»

di Mauro Michelotti wRIVAROLO «Non c'è alcun accordo definitivo con la proprietà. Abbiamo fatto delle valutazioni, per evitare che lo scheletro di cemento dell'immobile possa diventare una cattedrale nel deserto, a perenne ricordo di un passato da dimenticare. La decisione ultima verrà presa nel rispetto delle normative e con la massima attenzione alla legalità». Per l'amministrazione comunale di Rivarolo, quello diffuso a mezzo stampa ieri mattina, martedì, è una precisazione doverosa. Per altri, invece, si tratta quanto meno di una brusca frenata, piuttosto che di una vera e propria marcia indietro, a proposito della complessa vicenda delle case popolari che l'impresa Parisi Costruzioni aveva cominciato a realizzare nel 2007 nell'estrema periferia a sud della città, interrotto, provato a ripartire nel 2013 quando il Comune, in seguito allo scioglimento del Consiglio per presunte infiltrazioni mafiose, era retto dai commissari a cui l'impresa si era rivolta chiedendo la revisione dell'articolo 10 della convenzione in essere con Palazzo Lomellini (richiesta bocciata), finalizzata all'aumento del prezzo di prima cessione degli immobili (da 1.550 euro al metro quadro a 1.900). Mercoledì scorso, durante i lavori della commissione pianificazione territoriale, tutta la storia è tornata prepotemente a galla e si è venuto a conoscenza delle intenzioni della giunta Rostagno di chiudere la partita evitando, se possibile, la sentenza del Tar a cui la società costruttrice si è rivolta dopo il diniego dei commissari. «Il prezzo di prima cessione degli immobili, valutato otto anni fa in 1.550 euro al metro quadro, è insufficiente, oggi, a sostenere economicamente l'operazione - riferiscono il sindaco, Alberto Rostagno, e l'assessore all'Urbanistica, Francesco Diemoz - . Se l'impresa decidesse di completare tutti gli alloggi (160) immettendoli sul mercato a quella cifra generebbe un grave danno al fragile mercato immobiliare cittadino ed al patrimonio immobiliare di tutti i rivarolesi». Riduzione di 7.500 metri della cubatura, , ridefinizione del prezzo al 1.900 euro al metro quadro «potrebbe - secondo l'esecutivo - essere una scelta ponderata». Non per i gruppi di minoranza Rivarolo sostenibile e Movimento 5 stelle che hanno già dato battaglia, ma anche per esponenti vicini alla stessa maggioranza che negli ultimi giorni si sono fatti sentire. Martedì sera, una riunione convocata nella frazione Obiano che, sulla carta, avrebbe dovuto risultare un inoffensivo incontro tra vecchi (e nuovi) amici, molti dell'ex balena scudocrociata rivarolese, ed alla quale ha presenziato praticamente tutto l'esecutivo Rostagno, si è trasformata in un faccia a faccia, per usare un eufemismo, dai toni piuttosto accesi. E oggi, mercoledì 1 aprile, alle 11, in sala consiliare è in agenda un'altra commissione, quella inerente i problemi sociali, con all'ordine del giorno la situazione casa. Il clima è incandescente.