I parenti e lo sguardo smarrito su quei resti

SEYNES-LES-ALPES Quando arrivano a Le Vernet, la montagna fino a quel momento illuminata dal sole diventa di colpo scura. I familiari delle vittime della Germanwings la cercano in mezzo alle improvvise nuvole con occhi smarriti, tra il dolore e la rabbia di chi ora conosce il motivo di tutte quelle lacrime. Un sentimento che per i parenti di Andreas Lubitz, il copilota dell'Airbus ospitati in un luogo lontano da quel rancore, sfocia nell'incredulità. Come è possibile uccidersi a 28 anni portandosi dietro altre 149 vite? Come si può progettare una fine tanto atroce tra le urla strazianti di chi muore senza averlo scelto? Domande che di fronte a quella montagna dell'Alta Provenza restano senza risposta per chi ha perso genitori, figli, mogli e mariti, amici e colleghi: «Le nostre procedure non cambiano ma lo stato d'animo delle famiglie sicuramente sì», ammette Tony Sanchez, della squadra speciale della Croce Rossa spagnola inviata sulle Alpi. «È difficile accettare la morte improvvisa di un proprio caro e lo è ancor di più se a causarla è stata l'azione deliberata di qualcuno», spiegano gli psicologi . «In questi casi - aggiungono - la rabbia si allea al dolore e rende quest'ultimo ancora più grande». I familiari arrivano nella zona della tragedia aerea su 7 autobus, scortati dai gendarmi. Sfilano davanti alle bandiere delle loro nazioni, stese sul prato, poi per un'ora e mezza restano in raccoglimento nella camera ardente. Attorno a loro il silenzio è assoluto, giornalisti e cameraman sono distanti. «Intendiamo proteggerli e preservarli come se fossero in una bolla», spiega Pierre-Henry Brandet, del ministero dell'Interno. «Ci sono 1.400 posti letto riservati loro nelle strutture ricettive della zona, ma la maggior parte - rivela Brandet - tornerà a casa in serata». Come le famiglie dell'equipaggio dell'Airbus, tenute separate. Come, probabilmente, quella del copilota Lubitz, costretta a vivere una tragedia nella tragedia. Quella di aver perso il proprio caro che per togliersi la vita ha ucciso altre 149 persone. Le Vernet e la vicina Seyne-Les-Alpes, sono sotto choc. La catastrofe causata dal suicidio del copilota sconvolge una comunità già scossa. C'è però chi sembrava quasi aspettarselo: «Ho sempre creduto che si trattasse di terrorismo o di un suicidio - sostiene un consigliere comunale di Le Vernet - è impossibile che non fosse un atto volontario, perché l'aereo ha cercato la montagna e le è andato incontro».