Anticorruzione, pene più pesanti

ROMA Ncd non molla la presa sulla partita della giustizia. E nel giorno in cui la maggioranza, nonostante i lavori rallentati al Senato da Forza Italia, regge sul tema della corruzione con l'approvazione di due articoli del ddl che aumentano le pene, il partito di Angelino Alfano insiste sulla necessità di accelerare sul disegno di legge di riforma delle intercettazioni. Un passo definito «quasi obbligato», quello di Ncd, dopo le dimissioni del ministro Maurizio Lupi che ha lasciato il governo non perché indagato, ma perché finito in una bufera mediatica scatenata proprio dalla pubblicazione su tutti i giornali delle sue intercettazioni. E anche una sorta di «prova di forza» con il governo: dopo aver acconsentito a perdere un pezzo, pur di rispettare gli accordi, ora il Nuovo centrodestra vuole far sentire a Renzi e agli altri che un peso ce l'ha. E così il vice ministro della Giustizia Enrico Costa e lo stesso Alfano, chiedono risposte sul punto, soprattutto per quanto riguarda la tutela per i non indagati. Intanto ieri prova superata per la maggioranza al Senato, dove è all'esame il ddl anticorruzione: l'approvazione degli articoli 1 e 2 del ddl. Il che significa condanne più severe per peculato, corruzione per l'esercizio della funzione ma anche per la corruzione in atti giudiziari. Non solo: aumentato anche il tempo di sospensione della professione in caso di condanna, così come è previsto un maggiore sconto di pena per chi collabora, mentre il reato di concussione scatta non solo per il pubblico ufficiale ma anche per l'incaricato di un pubblico servizio.