Tre vittime in Piemonte A Torino è lutto cittadino
di Milena Vercellino wTORINO Il giorno dopo la strage di Tunisi, Torino si sveglia sbigottita e incredula per il dramma che l'ha colpita a sorpresa, ancora in attesa che qualche dettaglio ulteriore emerga dal succedersi di e notizie provenienti dall'altra sponda del Mediterraneo. Sotto la Mole si piangono i primi morti accertati e si attendono con trepidazione notizie dei dispersi, mentre progressivamente si spegne la speranza che questi ultimi siano riusciti a portarsi in salvo. Impiegati comunali, pensionati, professionisti: le vittime di questa tragedia sono persone comuni, partite per una crociera low cost fuori stagione in una popolare destinazione turistica, trasfigurata e trasformatasi per alcune lunghissime ore in un teatro di guerra. È un dramma vissuto a Torino «con grande angoscia dall'interacomunità», come sottolinea il sindaco Piero Fassino. Le prime vittime identificate nella notte tra mercoledì e giovedì sono Orazio Conte, informatico torinese di 51 anni, in viaggio con la moglie Carolina Bottari, dipendente del Comune del capoluogo piemontese rimasta ferita nell'attacco; e Francesco Caldara, 64 anni, pensionato di Novara, in crociera sulla nave Costa Fascinosa con la moglie Sonia Reddi, 50 anni, ferita a una spalla e a un braccio. La coppia è stata colpita dagli attentatori mentre si trovava sul pullman che li portava al Museo del Bardo. Subito dopo la sparatoria, mercoledì pomeriggio, la donna aveva telefonato ai familiari in Italia, riferendo che il marito era stato colpito ed era grave. La donna, secondo quanto riferisce la nipote, è stata operata e non è in pericolo di vita. E proprio Carolina Bottari, invece, moglie di Orazio Conte, era stata la prima a riuscire a mettersi in contatto telefonico con Torino, lanciando l'allarme dall'interno del museo. Le altre due vittime, dapprima ritenute disperse, sono Antonella Sesino, 54enne dipendente del Comune di Torino e Giuseppina Biella, 70enne di Monza. La Farnesina ha confermato nel pomeriggio di ieri che le due donne disperse sono tra le persone che hanno perso la vita nell'attentato. Il marito di Antonella Sesino, Lorenzo Barbero, accusa: «Mia moglie non doveva essere lì. Noi turisti possiamo anche non sapere, ma chi organizza questi viaggi deve essere informato: come si fa ad andare a Tunisi il giorno in cui il Parlamento approva una legge sul terrorismo?». La donna lascia due figli di 20 e 24 anni. In ospedale con Carolina Bottari c'è anche Anna Abagnale, raggiunta da quattro colpi alle gambe, mentre Antonietta Santoro e il marito, coinvolti nel blitz al Museo del Bardo, erano riusciti a fuggire. A Torino è stato dichiarato il lutto cittadino. Ieri sera i torinesi si sono raccolti davanti a Palazzo di Città, rispondendo all'appello del Comune che aveva chiamato i concittadini ad «esprimere solidarietà alle famiglie delle vittime dell'attacco terroristico». Nel capoluogo sono state proclamate due giornate di lutto cittadino, con le bandiere a mezz'asta, e oggi a mezzogiorno Torino si fermerà per un minuto. Fassino ha scritto una lettera ai dipendenti del Comune, esprimendo la propria vicinanza, e, in qualità di presidente dell'Anci, ha chiamato a raccolta tutti i comuni italiani: «Nelle prossime ore - ha invitato - in tutte le città si manifesti lo sdegno contro questa barbarie e si renda visibile il rifiuto del terrorismo. Una prova di democrazia contro chi vuole seminare panico e paura». I giocatori del Torino Calcio, infine, impegnati ieri sera in una partita di Europa League contro lo Zenit San Pietroburgo, hanno indossato la fascia in segno di lutto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA