Se la musica descrive la società liquida
IVREA "L'invisibilità nel contemporaneo. L'uomo senza contenuti nella società liquida" è il tema sul quale è stata costruita questa 35° edizione di Open jazz Festival, manifestazione organizzata da Ivrea Jazz Club, Music Studio e Comune, che si terrà da giovedì 19 a sabato 21. Una scelta non casuale, come nulla è casuale nell'esprimersi del direttore artistico, Massimo Barbiero, sia artisticamente sia nei messaggi che intende trasmettere: «Non è solo per via del lavoro di ampio respiro, presentato da Odwalla in questo festival e ispirato all' Uomo Invisibile di Ralph Ellison, romanzo peraltro costruito su strutture jazz - spiega - ma è soprattutto per quell'invisibilità che nel testo di Ellison riguardava i neri d'America e che oggi, invece, risulta diffusa. Un'invisibilità contemporanea espressa ovunque: nella povertà, nella precarietà, nel lavoro e nella diversità. In un'umanità, insomma, che sembra vedere solo quando serve, per farci un talk, una tavola rotonda o per simulare una sorta di pietas verso chi soffre». In un'epoca di bluff, di finte manifestazioni culturali, di finta politica, di finta arte, di musica fatta di inconsistenza e autoreferianzalità, Barbiero tenta ancora una volta di far riflettere le persone e far risaltare le realtà eccellenti del territorio coordinandole in una efficace sinergia che rechi gioia, felicità e speranze. E lo fa puntando non solo sulla musica, ma anche sul convegno di sabato 21, alle 17.30, in Santa Marta dove, per discutere sull'invisibilità nel contemporaneo interverranno Franco Bergoglio, giornalista e autore di libri sul jazz, Daniela Fargione, professoressa di letteratura americana, Renato Lavarini, che si occupa della candidatura Unesco per Ivrea, Mauro Ravarino, giornalista di Manifesto e Secolo XIX , Alberto Bazzurro, giornalista e autore di libri sul jazz, e il filosofo Fabio Turchini. Il festival inizierà giovedì 19, in Santa Marta, con "Le donne odiavano il jazz e non si capisce il motivo" tre coreografie sulle musiche del cd Simone de Beauvoir (non la celebre scrittrice, ma l'amatissima gatta di Barbiero, scomparsa lo scorso anno): riuscita collaborazione di Open Jazz con tre scuole di danza del territorio, Baobab, Arabesque e Accademia di Danza e Spettacolo. A seguire, intorno alle 22, le Polifonie africane delle Voix qui dansent. Venerdì 20, alle 21, al teatro Giacosa, Odwalla-The world percussion & dance, con special guest Israel Varela. Sabato 21, alle 21, concerto di Garrison Fewell e Maurizio Brunod Duo, seguito dal concerto "Rosario Bonaccorso 4th". Attorno a questi momenti ruoterà tutta una serie di appuntamenti: la presentazione del libro di Guido Michelone "George Gershwin e il jazz contemporaneo", il 20, alle 17.30, in Santa Marta; mostre fotografiche; i concerti dopofestival , al Country Inn, alle 23.50, di P'an-Ku Quartet, venerdì, e Novara Jazz Collective, sabato; il concerto, allo Spazio Bianco, con il Duo Artemisia, sabato alle 16.30; i concerti dei gruppi vincitori del concorso Barolo Jazz Club (ven e sab, 19.30); gli Aperitivi-degustazione Ivi- jazz, venerdì e sabato, alle 19, in Santa Marta con sei produttori delle Langhe e altrettanti canavesani che abbineranno i vini di Langhe ai prodotti del Canavese e viceversa; il reading Juliet & Miles, a cura di Kite, al Liceo Botta, giovedì, alle 17; gli stage di batteria e danza, chitarra, danza rispettivamente da Arabesque (sab, 15-17), allo Zac (dom, alle 10) e da Baobab (dom, 15-18). Franco Farnè