Omicidio Nemtsov in arresto 5 ceceni ex agente confessa
di Maria Rosa Tomasello wROMA La giustizia russa ha messo nero su bianco il movente dell'omicidio di Boris Nemtsov: il denaro, connesso con la rapina, l'estorsione o il banditismo. Per la corte di Mosca ad armare la mano degli assassini di Nemtsov, ex vice premier nell'era Eltsin e tra i principali oppositori di Vladimir Putin, sono stati i soldi. Un omicidio su commissione, con ogni probabilità, i cui mandanti restano ignoti. Per la morte di Nemtsov da ieri cinque uomini, tutti di origine cecena, sono in arresto, mentre un altro ricercato si è fatto saltare in aria con una granata. Dieci giorni dopo l'assassinio di Nemtsov sul ponte Moskvoretsky, che ha gettato ombre pesanti sul Cremlino, gli investigatori hanno anche un reo confesso: Zaur Dadayev, 33 anni ha ammesso davanti al giudice Natalia Mushnikova di essere l'autore del delitto: resterà in carcere, con un provvedimento di custodia a lungo termine, fino al 28 aprile. Il killer è un ex poliziotto arruolato per dieci anni nel battaglione "Sever" (nord) del ministero dell'Interno in Cecenia (non è noto se sia stato congedato) e, se fosse confermato, ha un precedente che solleva interrogativi: nell'ottobre del 2010, secondo Ilya Yashin, esponente dell'opposizione russa, è stato insignito della medaglia al merito da Putin. A confermarlo è una pagina del sito web del governo ceceno, che non ha al momento confermato se si tratti della stessa persona o se sia un caso di omonimia. «Il coinvolgimento di Dadayev è confermato, oltre che dalla sua confessione, dalla totalità delle prove raccolte» ha detto il giudice. Con l'uomo è stato incriminato anche un secondo ceceno, Anzor Gubashev. Restano invece al momento solo «sospettate» altre tre persone: Shagid Gubashev, fratello di Anzor e cugino di Dadayev, Ramzan Bakhayev e Tamerlan Eskerkhanov, che si sono dichiarati tutti non colpevoli, al pari di Anzor Gubashev. Resteranno in stato di detenzione fino all'8 maggio. Eskerkhanov ha affermato che al momento dell'omicidio si trovava al lavoro e avrebbe quindi un alibi, mentre Bakhaiev ha obiettato di essere stato arrestato mentre si trovava un casa e che, dunque, non aveva alcuna intenzione di fuggire perché innocente. «Negano il loro legame con il crimine, ma abbiamo prove delle loro responsabilità, comprese quelle medico-legali e le deposizioni dei testimoni» ha spiegato un investigatore alla corte. La polizia ribadisce che tutte le piste sul movente restano aperte: dal tentativo di destabilizzare il Paese, al malcontento dei nazionalisti russi per l'atteggiamento di Nemtsov per la crisi ucraina, dalla gelosia fino all'attacco degli estremisti islamici per la posizione dell'oppositore sulla vicenda di Charlie Hebdo. Un sesto cittadino ceceno sospettato di essere coinvolto nell'omicidio di Nemtsov si è fatto esplodere nella capitale cecena Grozny: sabato sera l'uomo era stato individuato e accerchiato dalla polizia in un appartamento, ma quando gli agenti gli hanno intimato di arrendersi ha prima lanciato una granata contro le forze dell'ordine, quindi ne ha innescata una seconda e si è ucciso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA