Idromazzè, incertezza per i 9 lavoratori

MAZZÈ Resta tuttora incerto il futuro occupazionale dei nove dipendenti della Idromazzè, la centrale idroelettrica di Mazzè, situata lungo la Dora in direzione di Villareggia, gestita dall'associazione irrigazione Est Sesia di Novara che aveva interrotto l'attività nel settembre dello scorso anno. Una cessazione temporanea legata ai lavori di ristrutturazione della centrale e di messa in sicurezza dello scaricatore di Mazzè, attesi da tempo e finanziati dalla regione Piemonte, proprietaria della diga, che però preoccupa gli addetti. Il tavolo di discussione aperto dall'assessore regionale al lavoro Gianna Pentenero tornerà a riunirsi la prossima settimana. E per quella data sono attese delle risposte. «Temiamo - ricorda Mauro Barberis, delegato sindacale Filctem - che la temporanea cessazione dell'attività per noi lavoratori coincida con un licenziamento. Per il momento l'azienda ha solo reso noto la cessazione dell'attività senza però comunicarci un' eventuale nostra ricollocazione. Nemmeno ci è stato comunicato se la nostra situazione rientra nel calderone degli ammortizzatori sociali. Una soluzione che secondo me è assai improbabile per noi trattandosi di un'azienda che occupa solo nove dipendenti. Noi sapevano che nella fase di ristrutturazione dell'impianto si poteva andare incontro a una serie di difficoltà, ma non di rischiare il nostro posto di lavoro. A quanto mi risulta garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali erano state fornite dalla regione Piemonte già nel 2003 al momento della stipula dell'accordo per l'approvazione del piano industriale, che per l'appunto prevede il completamento, e la riforma dell'impianto di Mazzè. Una spesa complessiva di circa 30 milioni di euro tra fondi regionale e statali. I livelli occupazionali dovrebbero quindi essere garantiti trattandosi di fondi pubblici». E così sembrava nella fase iniziale. «Ma ora non abbiamo più certezze -aggiunge Barberis - neanche da parte della Regione, a cui abbiamo espresso le nostre preoccupazioni. L'azienda per il momento ci ha parlato di un aumento della spesa prevista per i lavori e quindi della necessità di un contenimento dei costi». I nove addetti per ora restano al lavoro occupati come guardiani e con uno stipendio ridotto. (l.m.)