Ansaldo venduta a Hitachi L’allarme dei sindacati
ROMA Finmeccanica ha raggiunto l'accordo con la giapponese Hitachi per la vendita del business di AnsaldoBrera con l'esclusione di alcune attività e dell'intera partecipazione in Ansaldo Sts pari a circa il 40% del capitale. Gli accordi vincolanti prevedono la chiusura delle operazioni entro l'anno. A seguito delle cessioni il debito netto di Finmeccanica scenderà a fine anno di circa 600 milioni. La plusvalenza netta complessiva è di 250 milioni. Per il ministro Padoan si tratta di una «bella operazione». Finmeccanica ha selezionato Hitachi, si legge nella nota congiunta tra le aziende, quale migliore partner industriale per assicurare al proprio business dei trasporti un posizionamento di successo nel lungo termine. L'integrazione con Hitachi assicurerà il miglior futuro possibile ai business di Ansaldo STS e di AnsaldoBreda. «La vendita del business relativo al trasporto ferroviario rappresenta una tappa importante nella realizzazione del nostro piano industriale che mira a focalizzare e rafforzare il Gruppo nel core business hi-tech aerospaziale, difesa e sicurezza» commenta l'amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti che assicura come ci siano garanzie sull'aoccupazione: «Non ci sarà nessun esubero». «Si vendono i migliori gioielli di famiglia, poi resteremo senza la possibilità di dare in pegno quando non si hanno soldi» attacca il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo. «Avremo difficoltà - aggiunge - a riprendere il ritmo produttivo e la competitività con le nostre aziende, se si svendono anche i gioielli di famiglia...». Per Barbagallo «non c'è una politica economica seria di questo governo». La Fiom «dà un giudizio negativo» commenta Rosario Rappa, segretario Fiom-Cgil: «Innanzitutto con questa cessione il nostro Paese perde un altro dei settori strategici. Inoltre viene confermata l'esclusione dal gruppo del sito di Carini oltre che di 170 addetti che si occupano negli altri stabilimenti - Pistoia, Napoli e Reggio Calabria - delle commesse di ristrutturazione su materiale rotabile) per i quali si profila un futuro incerto».