Mattarella incontra le opposizioni
di Gabriele Rizzardi wROMA Il primo faccia a faccia tra il nuovo arbitro del Quirinale e le opposizioni si svolge all'insegna della cordialità e si conclude con la soddisfazione dei partecipanti. Dopo la bagarre in Aula della scorsa settimana, Sergio Mattarella ha evitato di tirare le orecchie alla delegazione guidata da Nichi Vendola e ha ascoltato con attenzione le doglianze di Renato Brunetta, che a nome di Forza Italia è salito da solo al Quirinale e ha consegnato al capo dello Stato una lettera-appello in 25 punti. Fedele al suo ruolo di "arbitro imparziale" e dopo l'uscita dall'Aula delle opposizioni durante il voto sulle riforme, Mattarella si è limitato ad auspicare un «rasserenamento del clima» e il ripristino di una «normale dialettica parlamentare». Brunetta ha raccontato di aver consegnato un documento in difesa della Costituzione. «Mattarella ha apprezzato l'analisi svolta da Forza Italia e auspica che il confronto sulle riforme possa riprendere. Conoscendolo, userà tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione per ripristinare un clima di dialogo» assicura il capogruppo di Forza Italia, che non perde occasione per attaccare Matteo Renzi: «Con la crisi finanziaria, la Grecia e il rischio guerra in Libia, il governo si permette di dividere, forzando sulle riforme costituzionali di notte e chiedendo poi coesione nazionale di giorno...». Una critica alla quale i deputati dem rispondono con ironia. «Brunetta va da solo al Quirinale, e il povero Toti è passato da "Studio Aperto" a "Chi l'ha visto"» graffia Ernesto Carbone. Ma contro il capogruppo di Fi si scatena anche il "fuoco amico". «Di uomini soli al comando pensavamo che a Forza Italia ne bastasse uno solo...» attacca il fittiano Maurizio Bianconi. A picchiare duro contro Renzi è invece Vendola, che mette al centro del colloquio con Mattarella riforme e crisi libica. «Non si può governare con colpi di mano e accelerazioni che imbavagliano e umiliano il Parlamento ridotto al rango di un votificio» protesta il leader Sel, consegnando a Mattarella la lettera di uno sfrattato. E si passa ai 5 Stelle. Finita l'era di Napolitano, cambia radicalmente il clima tra i grillini e il Colle. E la prova è arrivata ieri con lo scambio di cortesie tra Grillo e Mattarella. Il leader pentastellato ha postato su Twitter la lettera inviatagli dal capo dello Stato, che ha accettato di incontrarlo «prossimamente». Palla afferrata al volo dall'ex comico genovese: «Grazie presidente! Ci vediamo al Quirinale». Chi invece non ne vuole sapere è il leader della Lega, Matteo Salvini, che non salirà al Colle: «Cosa devo chiedere a Mattarella? Il numero di telefono del parrucchiere?». Risposta del Quirinale: «Stupore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA