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IVREA Luigi Bettazzi, l'unico vescovo italiano presente al Concilio Vaticano II oggi vivente, racconta la sua chiesa, frutto di un'esperienza lunga (quasi) un secolo: non una cittadella che si sente assediata dal mondo e dai laici, bensì una comunità impegnata ad annunciare la vicinanza di Dio a tutte le donne e gli uomini, in particolare i più dimenticati e soli. Battezzi, che compierà 91 anni il 26 novembre, presenterà il suo ultimo libro Quale chiesa? Quale Papa (editrice Missionaria Italiana, pagine 128, euro 12), sabato prossimo alle 21 alla libreria Cossavella di Ivrea (in corso Cavour 30). In un sintetico ma profondo excursus storico che parte dagli albori della cristianità, Bettazzi guida il lettore lungo la storia della Chiesa e dei suoi protagonisti, vedendola oggi fortemente «in uscita» e richiamata dal Concilio alla sua «responsabilità» di fronte all'umanità. Fortemente umane sono anche le figure che vengono portate come esempio di questa Chiesa, da monsignor Romero a don Helder Câmara, da Giovanni XXIII a Paolo VI, senza dimenticare don Giuseppe Diana, don Pino Puglisi e Massimiliano Kolbe, i cui martirii non possono che offrirsi come un seme di «speranza» alla parte più sofferente della popolazione. Il loro è l'esempio più eclatante di quel capovolgimento della nozione di gerarchia operato dal Concilio e che oggi si esprime al meglio nella figura e nel ministero di papa Francesco. La sua consapevolezza di una chiesa che deve «essere chiamata, come Gesù, a evangelizzare i poveri» emerge anche dai suoi atteggiamenti e dalle sue scelte, nelle quali Bettazzi ritrova quel «Pietro» originario che nei secoli passati si era perso a vantaggio di un ruolo «costantiniano». Il papa venuto «dalla fine del mondo», che privilegia i poveri e le periferie, comprende profondamente, per esperienza e testimonianza, che è lì che si giocherà il futuro della chiesa. Secondo l'autore, il monito pastorale di Francesco a «uscire» e a recarsi di questi luoghi, dove nel 2025 risiederà il 60 per cento della popolazione mondiale, rivela una profonda presa di coscienza delle sfide che attendono la chiesa. Quale chiesa Quale Papa è uscito in occasione del 50° anniversario del Concilio vaticano II (chiusosi l'8 dicembre 1965) ed è frutto della lunga e feconda esperienza dell'autore. Secondo Bettazzi, la chiesadeve essere «una comunità di «comunione» in continua evoluzione, dove i cristiani si devono sentire «missionari in grado di orientare e incoraggiare sempre più ogni essere umano, di qualunque cultura e religione, verso la pienezza del Regno». Il libro si chiude con una personale testimonianza dell'esperienza episcopale dell'autore. Luigi Bettazzi, vescovo di Ivrea dal 1966 al 1999, rappresenta quell'ala della Chiesa progressista e di avanguardia che costringe a molte riflessioni. Dal 1999, monsignor Bettazzi si è ritirato al castello di Albiano e si dedica a studi e conferenze. Ultimo esponente del Concilio vaticano secondo, Bettazzi riesce sempre a sorprendere per la precisione e la lucidità dell'analisi. E negli oltre trent'anni del suo episcopato eporediese, la diocesi era diventata un laboratorio di sperimentazioni e di riflessione.