In 10 per difendere la Corona
di Mauro Michelotti wIVREA Un bel pezzo di strada "I Difensori della Corona", una delle 35 pariglie in gara, l'hanno già fatta. Era il 2006 quando un gruppo di amici accomunati dalla passione per la battaglia decise che era tempo di viverla non più sotto ma sopra il carro. Per chi viene ad Ivrea e non conosce i meccanismi del Carnevale, carri da getto o aranceri a piedi non fa poi tanta differenza, visto che alla fine le arance le tirano tutti, ma la differenza c'è, eccome, tra starsene in mezzo alla piazza, con accanto un esercito di scatenati, o salire su un carro dove, al massimo, a cercare di difendere, prima ancora di offendere, si è in 10 (se si tratta di una pariglia) o in 12 (se il carro è trainato da quattro cavalli). Galeotto, quell'anno, fu il cavallante, ovvero Francesco Brocco, che in quanto a conoscitore di cavalli vantava già una bella esperienza. Fu lui a decidere che era tempo di farsi un carro su misura, mettendo a disposizione due suoi magnifici frisoni, Scaren e Mencho. Avevano già affrontato, entrambi, altri carnevali, erano pronti, dunque per diventare, col resto del gruppo, una nuova pariglia. Come avviene per tutti, la richiesta fu inoltrata alla Fondazione che valutati i requisiti dette il suo benestare accettando la domanda. Si trattava, ora, di passare alla costruzione vera e propria del carro, come spiega il capocarro, Marcello Mura, 37 anni. «Si prende un rimorchio, che è la base, e su questo viene plasmata una struttura di materiale solido e robusto che poi viene addobbata - riferisce - . Per il nostro pannello ci siamo serviti di un grafico che l'ha disegnato appositamente. Raffigura due cavalli rampanti a difesa dello scudo della corona reale. I colori sono grigio, nero, con richiami di bianco e rosso e la corona dorata. Sul retto c'è un vero e proprio stemma araldico, disegnato, in questo caso, dagli allievi del liceo artistico Felice Faccio di Castellamonte». Un po' di Alto Canavese, dunque, in questo carro made in Fiorano, del resto Mura, figlio di un redattrice della Sentinella, Pia Cibrario, è originario di Valperga. «Per lo stemma avevamo indetto un concorso e la vincitrice, una studentessa, ebbe come premio quello di trascorrere tutta una giornata di Carnevale con noi - confida - . Lo scudo che disegnò è suddiviso in quattro parti, con all'interno il castello di Ivrea, per metà costruito e metà no, un'arancia, in uno spicchio, e la corona nell'ultimo». In piazza, "I Difensori della Corona" ci saranno lunedì e martedì.