Russia, fermato di nuovo blogger Navalni
MOSCA «Disturbo della quiete pubblica»: con questa accusa platealmente pretestuosa, la polizia di Mosca ha arrestato in metropolitana il blogger Alexiei Navalni, 38 anni, il più tenace ed agguerrito oppositore di Vladimir Putin. Con altri collaboratori e sostenitori, come ha riferito la sua portavoce, Kira Yarmysh, stava distribuendo volantini per invitare la gente a partecipare alla marcia «anti crisi» per il primo marzo: una iniziativa per rilanciare, sullo sfondo della crisi economica del Paese, le proteste di piazza che nel 2011 e nel 2012 avevano allarmato Vladimir Putin. Con Navalni è stato arrestato anche Nikolai Lyaskin, un suo collaboratore. I due sono stati portati in una stazione di polizia, «dove sarà presa la decisione se saranno perseguiti», ha spiegato un portavoce della polizia. L'oppositore numero uno del Cremlino è sempre più nel mirino della macchina giudiziaria e poliziesca russa. Nel 2013 è stato condannato a 5 anni con la condizionale in un controverso processo per una presunta appropriazione indebita di una partita di legname. Lo scorso anno ha subito una seconda condanna a tre anni e mezzo in un processo ancor più controverso: una presunta frode ai danni di una nota ditta di cosmetici che non si è neppure presentata come parte lesa. Anche in questo caso la pena gli è stata sospesa, ma il fratello Oleg, imputato a sua volta, è finito in galera. «È un ricatto», ha denunciato Navalni.