«In campo con carabinieri, servizi e droni»
Per combattere l'Is in Libia serve un'operazione diplomatica e militare complessa, che veda il coinvolgimento di più attori internazionali, un ruolo decisivo dell'intelligence e di primo piano per i carabinieri italiani. È l'opinione del generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e presidente della fondazione Icsa. Secondo Tricarico «il rischio è di trovarsi di fronte a una situazione irreversibile, peggiore di quella siriana. E dunque occorre intervenire in fretta». La nuova missione anti-Is, secondo il generale, deve poter contare su «un nuovo e più robusto mandato dell'Onu, in cui il punto centrale sia la lotta al terrorismo e non più la pacificazione tra le parti». Un ruolo decisivo può essere svolto dagli organismi di intelligence, compresi quelli italiani, le cui antenne in Libia sono particolarmente sensibili, ma anche quelli dei Paesi arabi. Sarebbero loro, spiega Tricarico, a individuare gli obiettivi da colpire e preparare così il terreno alle operazioni "combat" vere e proprie, in cui un ruolo di primo piano potrebbe essere svolto dal cielo, con droni armati, aerei ed elicotteri d'attacco.