Torre civica, bruciato l'antico portone

MAZZÈ Il suggestivo borgo antico di Mazzè, testimonianza del passato medievale del paese, con il castello che fu dei conti di Valperga e la chiesa parrocchiale dei santi Gervasio e Protasio, da un anno a questa parte è diventato ostaggio di un gruppetto di giovani vandali. L'ultimo è più grave episodio si è verificato nella tarda serata di mercoledì scorso. Il gruppetto servendosi di una miccia con del liquido infiammabile, ha appiccato il fuoco all'antico portone in legno della torre civica, di proprietà del Comune, che si trova tra la chiesa parrocchiale, l'ex cappella sconsacrata di santa Marta, in cui ora si trova un noto ristorante e l'ex municipio restaurato dall' amministrazione comunale. Ed è stato proprio un addetto del ristorante a notare, verso le 23, le fiamme e ad avvisare i vigili del fuoco. L'incendio è stato domato in fretta e quindi non si è esteso all'ingresso del locale, ma l'antico portone è andato distrutto. L'indomani sul posto si è recato anche il sindaco Marco Formia che ha effettuato un sopralluogo con il vigile urbano. «Il portone andrà sostituito, ma non sembra avere un valore storico, nonostante la torre campanaria risalga al XXVIII secolo. Si tratta comunque di un danno per la comunità». Anche il primo cittadino sa bene che si è trattato di un atto vandalico: «Stiamo pensando – aggiunge Formia – di installare anche nella zona dell'ex municipio una telecamera per la video sorveglianza nella speranza che possa agire da deterrente. In Comune sono arrivate segnalazioni circa altri episodi di vandalismo nella zona, ma gli autori non sono ancora stati scoperti». Intanto, i residenti nel borgo antico sono al limite dell'esasperazione. «Gli episodi di vandalismo - aggiungono dal ristorante Santa Marta - vanno avanti da un anno. E per noi si tratta del solito gruppo di tre giovani. Li abbiamo notati, infatti, diverse volte aggirarsi nella zona anche di giorno. Abbiamo il sospetto, quindi, che possano essere loro gli autori dell'incendio. E magari anche degli altri episodi: come vasi in terracotta spaccati e danni alla cartellonistica stradale. L'anno scorso dopo i primi episodi avevamo inviato una lettera al precedente sindaco chiedendo un suo intervento. Ma nessuno ci aveva risposto. Inoltre, ogni qualvolta si verifica un atto di vandalismo avvisiamo i carabinieri della stazione di Caluso. Ora vanno fermati, prima che succeda qualcosa di più grave, spiegando loro che il tempo può essere occupato in modo migliore. La loro presenza non ci infastidisce se stanno tranquilli». Lydia Massia