Nido, servizio a rischio a Perosa e San Martino
STRAMBINO A due anni dal quasi azzeramento dei contributi della Regione (scesi da 85 a 22mila euro), i piccoli Comuni non garantiscono di riuscire a coprire i costi del servizio. Si parla di asilo nido, quello di Strambino, la struttura per la prima infanzia in cui confluiscono i bambini dei sei paesi della Collinare. Quindi Strambino, Romano, Mercenasco, Scarmagno, Perosa, San Martino. Tutti i sei sindaci, componenti la giunta dell'Unione collinare dello strambinese, hanno approvato all'unanimità la ripartizione dei costi dell'asilo nido e sezione primavera di Strambino per l'anno 2014. Una ripartizione calcolata per il 50 per cento in base agli abitanti e il restante 50 per cento in funzione del numero dei bambini di ogni singolo Comune che frequentano l'asilo nido. Una ripartizione che, a conti fatti, non è stata molto gradita da alcuni dei Comuni minori che hanno già fatto sapere di voler ridiscutere il criterio con il quale ripartire tali costi per il prossimo anno 2015. La questione si è posta nell'ambito dell'Unione dopo la drastica riduzione dei contributi regionali per il nido, scesa due anni fa da 85mila ad appena 22mila euro, con la conseguente necessità di dover ripartire tra i Comuni, che prima non erano stati chiamati a dare il loro contributo, il costo della struttura di Strambino. Il costo ripartito dall'Unione collinare è stato complessivamente di oltre 65mila euro, con un diverso onere tra i comuni. A Strambino è stata attribuita una quota di oltre 35mila euro, poco più di 14mila euro a Romano, quasi 5mila euro a Mercenasco, oltre 4mila a Scarmagno, poco più di 3mila a Perosa e poco meno di 3mila e San Martino. Il controverso tema è stato accennato nell'assemblea della Collinare che è chiamata ora a cercare una soluzione al problema. Sandro Ronchetti