Case senza più sprechi per aiutare gli anziani

IVREA Da una guida (Casa prima cosa è il titolo), per informare e orientare il cittadino nella scelta per l'installazione di impianti per l'efficientamento e il risparmio energetico, a un vero e proprio progetto di sviluppo capace di agire da volano per l'economia, sancito e regolamentato da un protocollo d'intesa, diffuso e monitorato da uno sportello di orientamento e da un tavolo tecnico. Così si è evoluta nel giro di pochi mesi l'intuizione avuta dallo Spi –Cgil di Ivrea, che aveva lavorato alla stesura della guida, con la collaborazione del Comune, in un'ottica di miglioramento della qualità della vita in primis per le persone anziane. A cominciare, per l'appunto, da accorgimenti per quanto riguarda interventi di efficientamento energetico che consentono subito notevoli risparmi nel budget familiare. Lo Spi Cgil ha calcolato che il progetto è in grado di generare circa 10mila posti di lavoro in tre anni in Piemonte. Il protocollo d'intesa, che indica l'avvio della fase operativa sperimentale condotta nel quartiere Bellavista dal prossimo mese di marzo, è stato presentato nel corso di un incontro direttamente dai suoi sottoscrittori. Che sono, oltre allo Spi e il Comune di Ivrea, la Cna di Torino (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa), la Banca d'Alba credito cooperativo, l'Ordine degli architetti della provincia di Torino, il Dipartimento di architettura e design del Politecnico di Torino e l'associazione nazionale amministratori condominiali ed immobiliari Ivrea e Canavese. Il documento, di fatto, mette insieme una rete di professionisti ciascuno con le proprie competenze per dare gambe al progetto. «Un passaggio fondamentale - ha sottolineato Franco Seren Rosso,Spi –Cgil - perché serve a superare le giuste diffidenze dell'anziano e a garantire trasparenza, controllo dei prezzi e piani di finanziamento agevolato». Incentivi e facilitazioni quindi che negli obiettivi dei sottoscrittori dovrebbero portare ad risultati concreti. Dal quartiere Bellavista potrebbero poi essere estesi ad altre zone della città con interventi di rigenerazione urbana. «In particolare ai quartieri compresi all'interno del Maam, cui sarà riservata attenzione per il mantenimento delle caratteristiche stilistiche -ha aggiunto l'assessore all'Urbanistica Giovanna Codato. Per il comune si tratta di un ulteriore passo in avanti per aiutare le famiglie che vogliono vivere bene all'interno delle loro abitazioni e contenere la spesa dell'energia. Il patrimonio edilizio eporediese infatti ha un livello mediamente basso di qualità ed efficienza dovuto all'invecchiamento, con un eccessivo consumo energetico. Nel frattempo l'età media degli eporediesi accresce l'esigenza di avere alloggi privi di barriere architettoniche e dotati di soluzioni tali da rendere più agevole e confortevole la vita degli inquilini». Determinante il sostegno del credito. A questo pensa la filiale di Ivrea della Banca d'Alba. «Per il progetto Casa prima cosa - ha dettagliato Silvia D'Agnese, direttrice della filiale – abbiamo creato un prodotto che fosse semplice con condizioni di favore. Il tetto massimo del finanziamento è di 100mila euro restituibile con spread fissi. Ci siamo inoltre smarcati dall'età concedendo il mutuo anche agli over settanta». Il Dipartimento di architettura e design del Politecnico metterà a disposizione le proprie competenze multidisciplinari in quanto ha individuato nella sostenibilità uno dei propri assi strategici di formazione e ricerca. Lydia Massia