«Telecamere e repressione inutili»

MONTANARO. «Siamo proprio sicuri che l'unica via da seguire sia la telesorveglianza?».Presa di posizione un po' controcorrente sugli episodi di vandalismo dello scorso fine settimana (che hanno portato alla denuncia di un 30enne e della sua compagna di 40 anni) da parte di alcuni ragazzi che si riconoscono nella neonata Officina dei malfattori, un progetto nato dai giovani e per i giovani, dedicato ed aperto a tutte quelle persone che «vogliono vivere queste zone in maniera alternativa, rendendole occasione di riscatto». I ragazzi (Alberto Casagrande, Elena Giordana, Giulia Melis, Stefano Ferraris, Riccardo Martina, Daria Borra, Federico Valeri, Daniele Avanzato) prendono spunto dai panettoni e dai segnali stradali divelti per mettere in luce quello che secondo loro è un problema del paese: «Partendo dal presupposto che non vogliamo in alcun modo giustificare quanto accaduto, ci sembra doveroso sottolineare l'inutilità delle risposte solo repressive, vista la regolarità con cui si ripresentano situazioni di questo tipo. Non esiste a Montanaro uno spazio di aggregazione giovanile: i ragazzi sono costretti a passare le proprie serate di svago in piazza o comunque per le strade del paese». I ragazzi ricordano che l'unico luogo di incontro aperto a tutti è un bar, dove è possibile trovarsi senza obbligo di consumazione. «Da qualche tempo però - continuano - il locale è soggetto ad ordinanza di chiusura a mezzanotte, con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Ci chiediamo ad esempio se non sia mai stata avviata con i gestori una trattativa costruttiva per cercare un compromesso che vista la valenza sociale dello spazio, sarebbe utile a tutti». Per loro una delle priorità di ogni amministrazione dovrebbe essere l'attenzione alle problematiche di giovani e adolescenti, così come il sostegno ai genitori nella loro quotidiana funzione di educatori. «Vogliamo una Montanaro che sappia ascoltare i suoi ragazzi» - concludono. (s.a.)