Parroco truffato: «Ho già perdonato»
di Mauro Giubellini wFOGLIZZO Don Gianmario Cuffia, 47 anni, fa già parte della generazione dei sacerdoti digitali. Vangelo e internet. Sacramenti e socialnetwork. E così quando un uomo si è presentato a lui chiedendo un aiuto economico per superare un gravissimo problema di salute dal cuore del sacerdote è sgorgata la generosità che tutti i suoi parrocchiani gli riconoscono. Ma la mente è rimasta lucida e utilizzando la tecnologia, come un provetto investigatore, ha verificato passaggio per passaggio, nome per nome, tutti gli elementi che l'affabulatore gli aveva propinato per farsi consegnare tre assegni (valore complessivo 4.450 euro) scoprendo che si trattava di un truffatore. Poi ha raccontato l'accaduto ai carabinieri. I militari hanno potuto così denunciare due truffatori seriali, Gianfranco L., di 54 anni, e Luigi M., di 55 anni. Lo scorso 20 novembre don Gianmario Cuffia, a Foglizzo dal 2002 dopo lunga militanza come viceparroco a Chivasso, ha ricevuto nel suo ufficio accanto alla chiesa un uomo che gli aveva chiesto appuntamento. «Si è dimostrato gentile ed affabile - ricorda sereno don Gianmario - Voleva un aiuto economico per far fronte a un intervento chirurgico per la sostituzione della protesi oculare all'occhio sinistro. Gli raccomandai di rivolgersi ai servizi sociali». Ma l'uomo non desistette e dopo una settimana circa tornò alla carica. Questa volta il colloquio fu drammatico. La richiesta divenne supplica. «Se non avesse ottenuto quel contributo economico, disse, avrebbe perso l'uso dell'occhio sano». Gianfranco L., con voce rotta dal pianto assicurò al parroco che una volta elargito il prestito avrebbe potuto chiedere la restituzione della somma anticipata direttamente a una dottoressa del Consorzio servizi sociali Inrete di Ivrea. Il giovane parroco riflettè qualche minuto. «Mi parve sincero». Inoltre il truffatore aveva realmente una protesi oculare all'occhio sinistro. Don Gianmario collegandosi al sito del consorzio eporediese verificò la reale esistenza della dottoressa indicata dal millantatore e estratto il blocchetto degli assegni ne firmò tre, per coprire le presunte spese mediche. Assegni puntualmente incassati da Gianfranco L. e da Luigi M. Ma don Gianmario, subito dopo verificò il racconto propinatogli e notò che alcuni particolari che non quadravano. Così in data 21 dicembre inviò un'email all'assistente sociale di Ivrea per chiederle ulteriori delucidazioni, oltre alla restituzione dei soldi anticipati. Don Gianmario ha scoperto così che il Consorzio servizi sociali inrete di Ivrea era all'oscuro di tutta la vicenda. «Incassata la notizia mi sono rivolto ai carabinieri - dice il parroco di Foglizzo - Più che per me ero dispiaciuto per il truffatore: fingere la malattia per denaro è meschino. Ma noi siamo qui per perdonare chi sbaglia». Don Gianmario ha già perdonato. I carabinieri no. Grazie alle meticolose informazioni avute dal sacerdote unitamente a tutte le ricerche telematiche, i militari sono risaliti ai due uomini. Si tratta di professionisti del settore con a carico decine di denunce. In particolare Luigi M. è incappato più volte nelle maglie della giustizia, dal 2010 a oggi, per avere truffato quattro parroci della provincia di Alessandria e Vercelli. Ma non solo. Il colpo del "malato immaginario" era stato tentato qualche tempo fa con il parroco di San Benigno. Ed anche con altri due anziani religiosi. L'uno del Basso Canavese, l'altro dell'Eporediese. «Noi sindaci siamo stati avvisati dal Ciss che c'erano stati dei tentativi di truffa solo dopo che si erano verificati - commenta il sindaco di Foglizzo, Fulvio Gallenca, informato dell'accaduto -. Ci spiace che succedano episodi di questo tipo perché i soldi sono pochi e alla fine ci rimette chi veramente ha bisogno. Invito le persone che hanno necessità a rivolgersi direttamente ai servizi sociali».