Stop recessione, ma il Paese è in ginocchio
I numeri faticosamente migliorano, il Paese è uscito dalla recessione, ma la vita quotidiana no: dopo quattro anni di sacrifici durissimi e dodici finanziarie lacrime e sangue la Grecia è ancora in ginocchio. La ripresa sembrava iniziata, ma il 26 novembre i tesi colloqui tra governo di Atene e i creditori internazionali rappresentati nella Troika (Ue, Fmi e Bce) si sono interrotti, di fronte alla richiesta della Troika di ulteriori tagli e sacrifici nel 2015 per concludere il ciclo del cosiddetto "memorandum", che ha fornito alla Grecia 240 miliardi di euro in prestiti, ma a un prezzo devastante. Il governo conservatore di Antonis Samaras non ce l'ha fatta a dire di sì e a ricevere gli ultimi 7 miliardi del pacchetto. Con il ritorno alle urne e la vittoria di Syriza tutto cambia. Tsipras dovrà vedersela con una situazione drammatica: il tasso di disoccupazione è superiore al 25% (oltre il 50% quella giovanile), più del doppio di quello della zona euro. In termini assoluti 1,24 milioni di greci sono senza lavoro. Secondo una ricerca dell'Istituto per le piccole imprese, il 94% delle famiglie ha avuto una riduzione del 39,4% del reddito dal 2010, mentre il principale reddito del 48,6% delle famiglie viene dalle pensioni.