Mais doc al posto dei rovi Svolta bio a Quagliuzzo
QUAGLIUZZO Un terreno di 8.500 metri quadrati, ripulito interamente e gratuitamente dai rovi a luglio e che, da metà febbraio, sarà adibito alla raccolta di tipici prodotti piemontesi. È questa l'iniziativa portata, quasi, a termine dal consiglio comunale di Quagliuzzo. Tutti i trentadue proprietari, che stanno firmando i contratti, sono stati interpellati e all'unanimità hanno accolto con entusiasmo e hanno creduto nell'iniziativa che, come ha sottolineato il sindaco Renzo Zucca, «non solo permetterà di ricavare degli ottimi prodotti tra i quali mais bianco, grano saraceno, l'antico mais dell'isola e la canapa, ma permetterà anche a questo appezzamento di terra di rivivere e di dare un'immagine diversa al territorio. La coltivazione della canapa è possibile poiché la zona è chiusa ed, essendo distante dalle piantagioni di mais normale, non è ibridata». Tra i proprietari vi è anche l'Istituto di sostentamento del clero che ha aderito con gioia all'esperimento. Il terreno verrà lasciato gratuitamente all'azienda agricola La Cascinassa di Pavone per i primi due anni e poi, l'affitto annuale sarà pari a 130 euro ad ettaro. Ogni proprietario percepirà un affitto annuo di sei/otto euro. L'azienda si è ripromessa, qualora il raccolto sia poi cospicuo, di omaggiare i proprietari con dei cesti natalizi colmi di prodotti coltivati nelle loro terre. A proposito di canapa, e restando sul territorio, solo un anno fa a Borgomasino era stato lanciato il progetto Farine di canapa su iniziativa di Orto etico, associazione nata nel 2010 e che ha sede proprio in paese. A questo progetto di coltivazione della canapa e della successiva creazione di una filiera in Canavese avevano subito aderito una decina di agricoltori. Solo una nuvola copre questo quadro luminoso e riguarda il tasto dolente che sta creando caos in tutta Italia: l'Imu sui terreni agricoli collinari (sotto i 600 metri). Il taglio previsto per Quagliuzzo è di 8700 euro ma il sindaco fa sapere: «Noi abbiamo fatto ricorso e non ci resta che attendere le decisioni che prenderà il Governo – tiene a precisare il primo cittadino –. Bisogna capire che diventa difficile per i proprietari e per il Comune identificare dov'è il terreno ed è ancora più assurdo che tutto ciò serva per finanziare i famosi 80 euro ai lavoratori dipendenti. Staremo a vedere quel che succederà. Noi il ricorso l'abbiamo presentato». Sara Pavan