Sos truffe anche a Chiaverano In azione finti ispettori Eni
CHIAVERANO Dopo la raffica di furti che lo scorso autunno per un paio di mesi avevano colpito una ventina di abitazioni, un bar ristorante e persino il cimitero, tutti luoghi visitati all'epoca dai ladri, ora arrivano le truffe a colpire i residenti più anziani, purtroppo facili prede di malviventi senza scrupoli. Un fenomeno diffuso anche in altre zone del Canavese, che in questi giorni a Chiaverano ha manifestato i primi segnali con due tentativi di truffa. I raggiri fortunatamente non sono andati a segno, ma ora il paese è in stato di allerta. Due uomini hanno bussato alle porte di un paio di abitazioni dicendo di essere addetti dell'Eni: «Siamo qui perché è stata segnalata una perdita di gas e dobbiamo sostituire una tubazione per evitare un incidente». Per fortuna i due anziani presi di mira non sono caduti nella trappola, e i truffatori sono fuggiti a mani vuote. Quella dei falsi addetti dell'Eni, dell'Enel o della Smat è una delle tecniche preferite dai truffatori che si presentano con falsi tesserini, con gli strumenti e con il tipico abbigliamento utilizzato dai veri tecnici. È facile abboccare. Il sindaco Maurizio Fiorentini venuto a conoscenza dei due episodi ha subito messo in atto misure di tipo preventivo. «Che significa – spiega Fiorentini - informare la popolazione sulla recrudescenza del fenomeno e mettere in atto tutti gli accorgimenti e la prudenza necessari in queste situazioni». Per ora il sindaco ha diffuso un avviso con alcune indicazioni da seguire, poi organizzerà un incontro pubblico con rappresentanti delle forze dell'ordine e dell'associazione consumatori. «Le migliori armi – aggiunge Fiorentini – restano l'informazione e la coesione sociale. Le persone devono sapere come difendersi, essere prudenti e non aver timore nel segnalare episodi sospetti, chiamando subito il nostro vigile o i carabinieri». «La prima cosa da sapere – si legge nell'avviso diramato dal Comune – è che Enel, Smat ed Eni non mandano mai il proprio personale nelle case a meno che non sia il cittadino a richiedere espressamente un intervento per un suo problema specifico». Nessun ente, nessun consorzio manda personale in giro nelle case per richiedere il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false. Come è successo nei giorni scorsi a Nomaglio con truffatori che hanno finto una raccolta fondi per il consorzio Inrete. Quando si presentano situazioni del genere, e soprattutto quando si sente pronunciare da falsi addetti della Smat la frase «c'è del mercurio nell'acqua» l'anziano deve fare una sola cosa: non aprire la porta, e dire al sedicente addetto: ora m'informo chiamando i carabinieri. Basta questa frase per farli sparire». Colpi tentati e messi a segno ne sono state segnalata anche a Ivrea città, in zona corso Nigra e via Castiglia. Lydia Massia