con la testa fra le stelle
venerdì 16 gennaio l'avvenimento nn16 gennaio 1765: C. Messier scopre l'ammasso aperto M41 nel Cane Maggiore, già segnalato da Aristotele. Astronomia e... non solo nnUna trappola capace di ingabbiare il plasma solare: è questa la causa di alcune delle più misteriose aurore polari. Grazie ai dati di Cluster, una missione dell'Agenzia spaziale europea (Esa), un gruppo di ricercatori coordinato da Robert Fear, dell'università britannica di Southampton, ha scoperto e pubblicato sulla rivista Science il meccanismo che porta alla formazione di un particolare tipo di aurore, chiamate Teta. Le aurore polari sono tra i più spettacolari fenomeni naturali, una sorta di bagliore colorato nel cielo che si verifica a causa dello scontro tra le particelle degli strati alti dell'atmosfera del nostro pianeta e il flusso di particelle emesso dal Sole, chiamato vento solare. Grazie ai dati raccolti da Cluster, una costellazione di 4 satelliti ideati per studiare il campo magnetico terrestre, i ricercatori britannici sono riusciti a comprendere i motivi le aurore. LeTeta non sarebbero infatti dovute allo scontro con il vento solare bensì all'interazione con sacche di particelle cariche (plasma) che si formano negli strati alti dell'atmosfera. Sono vere e proprie trappole nelle quali si accumulano particelle solari che solo successivamente interagiscono con l'atmosfera, formando aurore diverse dal normale, dalla particolare forma a Teta.