Duomo aperto di notte Rivoluzione di don Davide
CHIVASSO «La prima cosa è l'accoglienza di tutti, al di là della fede e della pratica religiosa. Mi piace che la gente sappia che può prendere un caffè con me anche se non è credente», don Davide Smiderle, parroco da pochi mesi della parrocchia di Santa Maria Assunta, con i suoi 14mila fedeli, una delle più grandi della Diocesi di Ivrea, è in piena attività. Sin dal suo arrivo in città la scorsa estate è stato chiaro a tutti che il giovane sacerdote, 40 anni il prossimo marzo, non sarebbe stato uno di passaggio e che avrebbe messo tutto il suo impegno. «Conoscevo pochissimo Chivasso – ammette – probabilmente in tutta la mia vita ci sarò venuto 7 o 8 volte ma credo che questo alla fine sia un lato positivo. Ho iniziato un cammino da zero, libero da condizionamenti». Anche per questo motivo, don Davide non rifiuta nessun invito. «Mi fa piacere incontrare le varie realtà che operano sul territorio. È importante che il parroco conosca i suoi parrocchiani e la realtà dove vive. Noi preti non dobbiamo sempre aspettare che le persone vengano a cercarci. Dobbiamo andare noi da loro». In ogni caso chi cerca don Davide sa sempre dove trovarlo: difficile infatti non vederlo in Duomo che confessa o parla con qualche fedele. Al suo arrivo, la scorsa estate una delle prime iniziative è stata quella di aprire le porte e non solo metaforicamente: la porta della chiesa infatti era completamente spalancata, anche la sera dopo cena. «È un gesto che è stato molto apprezzato e in tanti entrati, anche i giovani che abitualmente si ritrovano in piazza. Non che ci fosse la fila. Ma lasciando la chiesa aperta sino a mezzanotte ho confessato molte persone. Bisogna adeguare gli orari alle esigenze delle persone. Credo poi che sia fondamentale offrire delle possibilità alternative per i giovani, con l'oratorio ma non solo». L'accoglienza che la città gli ha riservato è stata molto buona: «Da parte di tutti, laici e fedeli, ho visto e continuo a vedere la volontà di portare avanti iniziative comuni. E anche con l'amministrazione comunale si collabora bene così come sono ottimi i rapporti con la comunità islamica. È una bella realtà», continua il parroco. Da un punto di vista strettamente materiale il primo grande impegno che don Davide si è trovato a dover affrontare è la necessità di mettere mano al tetto della chiesa. «Quanto ci costerà lo sapremo solo alla fine dei lavori – ammette – ma sicuramente sarà un cifra ingente. In tanti si stanno attivando». Primi erano stati i Lions ma si sono mosse molte associazioni e realtà del territorio». Prima di Natale Chivasso in musica, la stagione musicale del Comune curata dall'associazione Contatto ha inserito in cartellone un concerto straordinario di raccolta fondi e a febbraio don Davide con la collaborazione della Proloco L'Agricola organizzerà in oratorio una fagiolata. «I lavori inizieranno a breve e dureranno pochi mesi. Per l'estate dovrebbe essere tutto sistemato», assicura. E poi c'è l'attenzione per le famiglie bisognose: «Il problema principale è la povertà, le famiglie in difficoltà sono tante e manca un coordinamento che riunisca tutte le realtà che già operano e bene sul territorio. Tra novembre e dicembre è stata promossa una raccolta di alimenti non deperibili e di abiti da destinare ai bisognosi. I chivassesi sono stati molto generosi Adesso smisteremo e distribuiremo il tutto e poi stiamo raccogliendo fondi per l'emergenza freddo». Silvia Alberto