Parolacce agli alunni, maestro sospeso
di Simona Bombonato w LESSOLO Sospeso una settimana per aver cercato di riportare la calma in classe usando un linguaggio inadatto al contesto. Frasi che suonerebbero più o meno così: «Smettiamo di fare i cretini» e «Non fate gli scemi». Il tenore sembrerebbe questo. Il condizionale è d'obbligo perché poco trapela della vicenda che ha travolto un insegnante 35enne di Ivrea in servizio alla scuola elementare di Lessolo, dove è arrivato a settembre. «Non ho nulla da dire» taglia corto la dirigente dell'istituto comprensivo di Pavone, Marzia Niccoli, di cui la scuola di Lessolo fa parte. Niccoli ha incontrato il maestro proprio ieri mattina in vista del suo rientro in servizio previsto per lunedì. I rapporti tra lui e alcuni genitori non sarebbero idilliaci da tempo. Gli alunni avrebbero a loro volta riportato a casa alcune frasi pronunciate durante le lezioni, frasi in cui lo stesso maestro avrebbe cercato di richiamare la loro attenzione con parole pesanti. Da lì sarebbe partito il provvedimento disciplinare di sospensione per una settimana con decorrenza il rientro dalle vacanze di Natale. Da parte del diretto interessato solo un riferimento alla fuga di notizie e al fatto che probabilmente agirà per vie legali contro chi avrebbe contribuito a determinarla. «In fatto di sanzioni disciplinari – dichiara l'insegnante – c'è un protocollo che impone riservatezza. Ora, siamo davanti a un'evidente violazione. Da parte di chi è da valutare, ma a questo punto procedo io. Mi riservo di agire di conseguenza con l'avvocato». Nessun commento invece sui fatti che gli sono stati contestati dalla scuola, che avrebbe così accolto le rimostranze dei genitori. Secondo indiscrezioni, alcuni non avrebbero nessuna intenzione di chiudere qui la questione. Anzi, sembra minaccerebbero di non iscrivere i figli a Lessolo l'anno prossimo, dando come unica possibilità l'allontanamento definitivo del prof dal polo scolastico. Il sindaco Elena Caffaro fa sapere dal canto suo «di non aver ricevuto nessuna segnalazione formale da parte dei genitori», mentre a scuola, nella giornata di ieri, con una circolare interna la dirigente ha ricordato che «la tutela della privacy equivale al rispetto dell'identità, della dignità e della sfera più intima della persona». In tema di provvedimenti disciplinari sono ancora in istruttoria all'Ufficio scolastico regionale invece i procedimenti a carico delle due insegnanti delle scuole elementari di Scarmagno accusate di maltrattamenti psicologici sugli alunni, nei confronti delle quali la Procura di Ivrea aveva aperto un'inchiesta. Il 9 febbraio il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Ivrea si esprimerà sulla richiesta di archiviazione avanzata dal pm contro la quale si sono schierate le famiglie.