Guelpa, Morezzi resta vicepresidente

di Vincenzo Iorio wIVREA La richiesta del consiglio comunale di ridimensionare il ruolo di Ettore Morezzi all'interno del consiglio di amministrazione della Fondazione Guelpa non avrà seguito. Lunedì mattina il cda ha di fatto respinto (il presidente Daniele Jalla dice all'unanimità) il contenuto della mozione approvata dall'assemblea il 22 dicembre scorso in cui si chiedeva di togliere a Morezzi la vicepresidenza e la delega agli investimenti finanziari. E se prima si parlava di un clima ad alta tensione tra il consiglio comunale e la Fondazione Guelpa, ora è guerra dichiarata. Tommaso Gilardini, Forza Italia, annuncia battaglia e dice di non avere più nessuna fiducia in questo cda «Che più che tutelare il bene pubblico protegge i suoi consiglieri». Elisabetta Ballurio, presidente del consiglio comunale, l'unica esponente del Pd che aveva votato in maniera palese a favore del ridimensionamento di Morezzi rifacendosi allo statuto etico del suo partito, spiega che nei prossimi giorni si rivolgerà direttamente alla Corte dei Conti per appurare la natura di una Fondazione che rifiuta di consegnare all'assemblea cittadina i verbali dei suoi consigli di amministrazione. Il presidente della Guelpa Jalla spiega che innanzitutto bisogna rispettare lo statuto della Fondazione e che nelle prossime ore invierà una lettera al presidente del consiglio e ai capigruppo per spiegare la decisione presa. «Nei poteri dell'assemblea c'è quello di revocare, per gravi motivi, la nomina di un consigliere - precisa Jalla - ma non di revocare deleghe». «Deleghe - aggiunge - che nel nostro cda non esistono perché le decisioni sono sempre prese all'unanimità. La vicepresidenza attribuita a Morezzi è una nomina di mia competenza». Jalla ribadisce poi la piena autonomia della Fondazione. «Autonomia che è nella natura giuridica della stessa Fondazione - conclude -. Il cda agisce nel pieno rispetto della legge e dello statuto approvato dal consiglio comunale. Se si vogliono cambiare le regole, si cambi lo statuto». Se Jalla, insieme ai consiglieri Carlo Ardissono ed Ettore Morezzi, hanno di fatto respinto la richiesta del Consiglio, ben diversa è stata la posizione del quarto consigliere (quello espresso dalla minoranza) Marco Liore. «Io al posto di Morezzi mi sarei già dimesso davanti alla mozione che lo ha di fatto sfiduciato. La decisione non è stata presa all'unanimità perché io ho più volte ho sottolineato che la richiesta arrivata da chi ci ha nominati non solo andava presa in considerazione, ma bisognava anche applicarla». E ora cosa accadrà? «Siamo profondamente delusi - rimarca Gilardini - e la battaglia non finisce qui. La mozione approvata consentiva alla Fondazione di proseguire il suo lavoro serenamente fino alla scadenza e a Morezzi di restare nel cda nel rispetto del lavoro svolto in questi dieci anni. E invece no, si è voluto umiliare il consiglio comunale. In questo modo non si fa il bene della Fondazione e della collettività, ma si tutelano le singole persone. I nostri gruppi di certo non hanno più fiducia in Jalla». Il solco tra il consiglio comunale e la Fondazione si allarga. «Mi spiace di questa decisone del cda Guelpa - dice la presidente Ballurio - perché l'assemblea si era dimostrata dialogante. Ora al danno si aggiunge la beffa con questa chiusura da parte della Fondazione che trovo incomprensibile». Intanto, dopo il rifiuto del cda di fornire al Consiglio i casellari giudiziali dei consiglieri e i verbali delle riunioni, Ballurio annuncia che si rivolgerà direttamente alla Corte dei Conti per chiarire la natura della Fondazione Guelpa. «Me lo impone il ruolo di garanzia che ricopro nel momento in cui i consiglieri chiedono di accedere ad alcuni documenti - spiega - . So bene che la Guelpa è un ente di diritto privato, ma c'è una sentenza della Corte dei Conti del Lazio sulla Fondazione Roma capitale che obbliga la stessa a rispondere all'ente pubblico e alla trasparenza degli atti».