Marta e quel corteo del '47 che gli pareva un sogno

IVREA Non poteva che essere Pierluigi Marta, ad aprire la galleria dei protagonisti del Carnevale più amati dai lettori (segnalare è facile, basta compilare il coupon pubblicato in questa pagina). Oggi Pierluigi Marta è soprattutto conosciuto come presidente degli Amis ad Piassa dla Granaja, l'associazione che da trent'anni contribuisce con tante iniziative a rendere più bella e condivisa la manifestazione eporediese, ma lui rappresenta una parte considerevole della storia del Carnevale, per averlo vissuto in mille modi e da mille angolazioni, sempre da protagonista, anche quando si è trattato di ruoli svolti dietro le quinte. È un legame stretto quello tra Pierluigi e la festa che, se non dura da tutta la vita, poco ci manca. «Il ricordo del Carnevale, che ha segnato il mio immaginario è legato al 1947, – racconta - a quando, decenne, nell'attuale via Jervis, dove abitavo, vidi passare, quasi materializzatosi all'improvviso, il corteo della Mugnaia, Gertrude Olivetti, al braccio del Generale, Ciro Merli, con gli Ufficiali, il seguito, le fiaccole. Fu un sogno, l'immagine onirica eppure reale della festa che rinasceva dopo gli anni bui della guerra. Un momento che non ho mai dimenticato». Brillano gli occhi, a Pierluigi, nel ritrovare idealmente tale visione, magica quanto il passaggio del Rex in Amarcord. Da allora i ricordi si sono sommati ai ricordi: le arance acquistate dal fruttivendolo in corso Nigra e tirate, insieme al padre, da un balcone di piazza di Città –la giacchetta rivoltata perché non si sporcasse-; l'interpretazione, per due anni consecutivi, 1969 e 1970, del Sostituto Gran Cancelliere, con la tappa televisiva alla trasmissione Settevoci; gli anni nel Comitato organizzatore, dal '69 all'83, con la creazione del Palio degli Aranceri, della Cena delle Confraternite e del padiglione La Picarola, tanto per citare, e una proficua ed efficace attività di cerca-mugnaie. Destituito praticamente dall'oggi al domani, quel Comitato – celebrato un partecipatissimo funerale del Carnevale, trasformatosi di colpo in carosello storico - si tradusse in buona parte nel nucleo degli Amis ad piassa dla Granaja che, da allora a oggi, non hanno più cessato di animare la sera del giovedì grasso come altre manifestazioni cittadine. A questi si sommano le esperienze di padre e nonno di Abbà. Tutti ricordi belli. Anche perché i migliori sono sempre quelli che verranno. Come capita a tutte le persone la cui età è scritta nell'entusiasmo e non all'anagrafe. Franco Farnè