Dal liceo Botta all'università Alcalà De Henares
IVREA Nel 2008, Paolo Viretto, residente a Moncrivello, studente al liceo Botta, aveva fatto l'esperienza della Ruta quetzal a Panama e in Spagna, vincendo per l'Italia il bando della manifestazione, patrocinata dalla casa reale, dal ministero della cultura spagnola e dalla banca Bbva, riservata agli studenti di lingua spagnola per diffondere la cultura iberica in tutto il mondo. Due anni dopo, il ragazzo, nato nel 1991, al liceo Botta di era diplomato ma sull'onda di quell'esperienza aveva deciso di iscriversi al corso di storia alla prestigiosa università Alcalà De Henares, riconosciuta come patrimonio dell'Unesco e fondata dal Cardinal Francisco de Cisneros alla fine del quindicesimo secolo. E nel 2014 ha conseguito la laurea in storia con una tesi sulle origini intellettuali e culturali del movimento apostolico dolciniano, tesi che gli è valsa la matricola d'onore (merito accademico con valenza economica), l'equivalente in Italia del 110 e lode. Viretto, basandosi su documentazione come la Cronica di Salimbene da Adam, il Manuale dell'Inquisitore di Bernardo Guy, carteggi di processi, è arrivato alla conclusione che il fenomeno dolciniano non è nato, sviluppato e morto solo nell'ambito locale, ma è stato il culmine di un processo religioso contestualizzato in un panorama di fermento sociale e di bisogno di un rinnovamento religioso che in altre zone d'Europa ha dato vita a movimenti similari come quello valdese e cataro. La figura di Fra Dolcino, secondo Viretto, rappresenta il bisogno, la necessità di aderire al Vangelo in modo radicale, allontanandosi dall'opulenza della Chiesa di quei tempi, desidera l'avvento di un'epoca più giusta, guidata da un Papa buono e santo.