Traversella, la bella storia della 95enne nonna Libera

la giostra di cichineto Salve Gent, sono arrivati la fine dell'anno e l'inizio del nuovo e questa rubrica vuole essere un po' più dolce e riflessiva. E ades e va spiego. Tempo addietro un mio caro Cichineto Giacomino Grosso (e questa volta posso mettere il nome!) mi telefona e mi dice che lo ha chiamato Nadia dicendogli che sua nonna ha 95 anni e che vorrebbe tanto ricevere la mia visita. Quindi telefono a Nadia e fissiamo subito il giorno. Parto per Traversella, Giacomino mi aspetta e con la macchina arriviamo quasi in casa Cascina Cardius sulla parte destra del Chiusella (na cita casina sgnacà li s'la costa ad Travesrsela). Scendiamo dalla macchina e con quattro passi siamo sù alla cascina. Pensate cari lettori, l'abitazione è ad un piano, la stalla è di fianco, con le mucche e qualche capra. Vicino alla cucina si trova al gui dove l'acqua corre sempre pulita e gli animali bevono (che cose bele! Anchoi i sun pi). Entriamo in cucina ed ecco il più bel quadro: nonna Libera Gaido, 95 anni. Un caro saluto e mi siedo vicino a lei (che bel! Era contenta). Mi dice: «Sono nonna bis, ho dodici nipoti e tre figli. Adesso vivo con una di loro, Mariuccia che mi accudisce. Poi ci sono Teresina e Bernardo che mi vengono sempre a trovare». Libera ha la mente lucida, si ricorda di tutto. E adesso vi voglio raccontare come io e lei ci siamo conosciuti. Erano gli anni 80 in Chiara, frazione di Traversella: lì c'era Silvio, un mio caro amico già avanti negli anni che io ero andato a trovare diverse volte. Lui abitava all'ultima casa di Chiara, mentre Libera stava nelle prime case. Erano le ultime persone che vivevano lì tutto l'anno, e mi ricordo che un po' distante dalla casa di Silvio c'era una cascata d'acqua stupenda in primavera, con le viole e le primule che davano un'atmosfera di pace e bellezza unica. Ecco dove ho conosciuto Libera. La sua storia è fatta di tanto lavoro, quattro figli da allevare, il marito che muore e la lascia sola. Chiara è una frazione dove la vita era la pastorizia, la famiglia veniva allevata con quello che ti dava la terra, e la terra in montagna è tirchia e molto difficile. Ma Libera, come altri, ce l'ha fatta. Pensate che per dar da mangiare a una mucca nel periodo invernale ci vanno più di 250 fiarer di fieno, e per tagliare il fieno non ci sono terreni in piano, tutto in costa e tutto da portare a casa a spalle e sulla testa. Gran vita dura, potrei ancora raccontare tante cose, ma Libera mi fa capire che è felice anche se da giovane la vita le ha dato poco. Ma adesso i suoi occhi li ho visti felici, grazie anche ai suoi figli, ai suoi nipoti e ai suoi pronipoti tutti intorno a lei. Oggi io ho visto una nonnina gioiosa, stretta nel suo scialle vicino alla stufa in ghisa che la scalda e circondata dalle sue cose. Io e Giacomino salutiamo Libera, Nadia, Teresina, Mariuccia e Bernardo (che bel vede che an vei a le trata ben, pensa co ca la fair sta nonina par la sua famia). Il 18 gennaio sarà il suo compleanno e Cichineto e la sua Giostra ti fanno tanti auguri Libera! A dismenciavo: grasie dal ciavrin. E ades an car salut a tute cui ca i volo ben a la Giostra e i so Giostreros e a tute i vecioto che suma andait a true an tle cà ad ripos. Bun Ane a tute. Vos Cichineto