Entusiasmo nelle strade «Festa da vivere insieme»
IVREA Entusiasmo alle stelle sin dalle prime ore della mattinata, ieri. Tutti pronti a dare il via a una nuova edizione dello Storico carnevale. Roberto Di Nuzzo, 42 anni di Ivrea, prova a spiegare: «Aspettiamo questo evento tutto l'anno, ora che il countdown è finito proviamo un'emozione indescrivibile nel vivere il Carnevale. Attualmente faccio parte del carro dei Boia del Tiranno, da quando ho 18 anni ho nel mio dna questa manifestazione. Ho iniziato tirando negli Scacchi, grazie anche a mia moglie, Moira Chiovetto, e da allora non ho mai smesso di partecipare a questa festa unica nel suo genere. Quale sarà la squadra vincitrice? Sarei contento se quest'anno vincesse la Morte». Storico Carnevale di Ivrea vuole anche dire promozione del territorio non solo di Ivrea, ma del territorio nel suo insieme, come fa notare Alessio Mussat, 38 anni di Bollengo: «Mi piacciono la tradizione, il Carnevale storico, lo spirito che si respira in questi giorni e la battaglia. Per rendere questa manifestazione ancora più spettacolare proporrei una valorizzazione del territorio, promuovendo contemporaneamente i prodotti tipici locali, come la Torta 900, i canestrelli di Borgofranco, i tortellini di Bollengo, oppure la grappa e i tomini di Chiaverano». Ci sono poi quelli che sono in piazza a sostenere i propri cari, come nel caso di Giulia Spada, 73 anni, di Ivrea: «Mi piace molto il Carnevale, ogni anno sono immancabilmente in piazza di Città a sostenere mio figlio Matteo Donato, impegnato con la Scorta d'onore della Mugnaia. È sempre un'emozione unica, anche se per rendere questo momento ancora più spettacolare aggiungerei majorette e carri allegorici come accadeva un tempo». Lo Storico carnevale di Ivrea è un immancabile appuntamento anche per chi eporediese non è, come nel caso di Eleonora Nicolello, 27 anni da Cavaglià: «Da quando sono piccola vengo a vedere questo evento, Mi piace l'atmosfera che si respira, c'è grande divertimento. Ci vorrebbero però più regole ad esempio per i cavallanti. Io penso che il proprietario del cavallo dovrebbe lui stesso condurlo, dal momento che non c'è nessuno migliore del proprietario che conosce il proprio animale». Guido Santi, 43 anni, di Ivrea, spiega cosa significa per lui questa festa: «Amo questo momento, in cui si incontrano gli amici, si trascorrono momenti indimenticabili e unici, si fa gruppo e ci si diverte. A un turista posso soltanto dire che questo Carnevale non si guarda, ma si vive, al di là dell'immagine stereotipata». Rosario Paolino, capo carro de I Baroni di Borgata, 43 anni di Settimo Vittone, analizza le differenti emozioni tra il ruolo di arancere a piedi e quello sul carro da getto: «Sono entrambe sensazioni forti, in cui la compagnia è fondamentale. Stare sul carro è sinonimo di appartenenza al Carnevale, perché si respira l'organizzazione dell'evento, dalla preparazione più meticolosa alle giornate di tiro vero e proprio. Chi spero che vincano? I Diavoli, che sono un gran bel gruppo». Stefania Assala, 42 anni, di Burolo, spiega invece che cosa va e che cosa non va: «Ho tirato nei Picche in passato. Mi piace la tradizione legata al Carnevale, il giorno più bello è il martedì. Andrebbe invece migliorata la sfilata, con maggior organizzazione». Loris Ponsetto