Il Podestà Cafasso e quell'atmosfera dell'Ivrea medievale
IVREA È stato accolto in piazza di Città dai Credendari che gli hanno fatto dono del pane e del sale, il Podestà Paolo Cafasso, assoluto protagonista della prima parte del pomeriggio dell'Epifania. «Provengo dalla Montalto Dora ed è un onore entrare in codesta città, al vostro cospetto, e con gioia accetto questa semplice ma preziosa offerta con la speranza di garantire prosperità e giustizia a tutti – ha scandito Cafasso, per la seconda volta nei panni medioevali del personaggio, prima di procedere alla cerimonia del giuramento che l'ha riconosciuto – persona capace et sperimentata, dalle riconosciute ottime qualità», investendolo ufficialmente dell'importante carica. Il Podestà con tutto il suo seguito di Credendari si è poi incamminato alla volta del Monte Stella. Lungo il tragitto il corteo è andato via via raccogliendo pubblico, in particolare lungo i tornanti che portano al santuario, ed è stato accompagnato alla cappella dei Tre Re dalla piccola folla che ha affrontato la salita dell'antico monte Pautro. Sul breve sagrato a belvedere della cappella, ha trovato ad accogliere lui e il gruppo don Arnaldo Bigio, rettore di San Lorenzo in rappresentanza del vescovo Edoardo Cerrato, e insieme sono entrati nel piccolo edificio sacro sul cui altare scintillavano le candele ai lati del Santo Bambino. Lì, secondo gli antichi voti, il Podestà e i Credendari hanno consegnato al sacerdote le tradizionali tre torce di cera bianca, «ciascuna di una libbra e mezza». «Nell'adempiere un voto così antico – ha spiegato don Arnaldo Bigio - il Podestà riconosce l'intervento divino per la cessazione della fiera pestilenza del 1.585. Chiediamo al Signore di proteggere la Città di Ivrea, le terre canavesane, la nazione e il mondo dalle pestilenze che incombono oggi e non sono certo meno mortifere di quella cessata per intercessione della Vergine qui venerata e dei Magi che qui sono ricordati proprio nel giorno dell'Epifania». «I ceri – ha concluso il rettore – ricordano che Gesù ha detto un giorno "Io sono la luce del mondo, chi cammina dietro a me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della Vita": è un significato che vogliamo attualizzare per questa antica tradizione che, come tutte quelle legate al Carnevale ci porterà bene se sapremo riviverla con lo spirito con cui ci è stata tramandata». Il corteo storico ha quindi raggiunto piazza Ottinetti dove si è unito ai Pifferi e, preceduto dalle bandiere delle parrocchie e dai vessilli delle squadre degli aranceri, si è mosso verso la rocca della città, alla volta della Cattedrale, per la santa messa celebrata dal vescovo di Ivrea. Franco Farnè ©RIPRODUZIONE RISERVATA