Gattone Rossetto dalla capolista al Vallorco: «Conta l'amicizia»
BOLLENGO Nel mondo del calcio non esistono soltanto i soldi e le vittorie, ma anche altri valori importanti, come ad esempio l'amicizia vera tra compagni di squadra, che tradotto sul campo vuol dire gruppo unito, forte ed in grado di superare qualsiasi difficoltà con più facilità. Questo il pensiero predominante nella mente di Giovanni Rossetto, 38 anni di Bollengo, affidabile, serio e preparato portiere dall'età di sei anni, che ha scelto di lasciare la capolista Cavaglià nel girone C di Prima categoria per lottare per la salvezza con i vecchi e mai dimenticati amici del Vallorco, sempre nella stessa categoria e nello stesso girone. Una scelta di vita lodevole per Rossetto, il quale spiega i motivi dando un grande segnale di umanità, altra caratteristica peculiare dell'esperto portiere bollenghino, chiamato Gattone dagli amici per la sua grande abilità nel saper volare da un palo all'altro della porta: «Giocare al Carlin Bergoglio per me significa tornare a casa – spiega Rossetto – con questa società, con questi miei compagni mi lega un grande feeling, più forte di qualsiasi cosa. Potevo vincere il campionato con il Cavaglià, grandissima società attrezzata per compiere il salto di categoria a fine stagione, ma per come vedo il calcio, tornare dove hai lasciato bei ricordi, dove tutti sono prima di tutti amici e poi compagni di squadra e praticare lo sport che più ami è impagabile. Lotteremo fino all'ultima giornata per salvarci e dovremo avere lo stesso spirito di due anni fa nei play off di Seconda». Curioso segno del destino, alla ripresa dell'attività, domenica 18 gennaio, all'Ugo Machieraldo si sfideranno Cavaglià e Vallorco, passato e presente di Giovanni Rossetto, il gattone che si diverte ancora alle soglie dei quarant'anni. (lo.po.)