Centraline Arpa a scuola per la qualità dell'aria

di Mauro Michelotti wRIVAROLO La salute è centrale recitava uno degli slogan coniati in campagna elettorale dalla lista guidata da Alberto Rostagno. Un gioco di parole per dire che la salute dei cittadini, tutti, non può essere un optional, e che se questa, in qualche misura, dovesse essere pregiudicata dalla presenza in città dell'impianto a biomassse sorto nell'area dell'ex cotonificio Vallesusa, il Comune sarebbe corso ai ripari. Rostagno è diventato sindaco e nel frattempo è proseguita l'attività del comitato Non bruciamoci il futuro, nato non tanto per contrastare la realizzazione della centrale, quanto per funzionare da sentinella vigile, attenta, che ciò che entra nell'impianto per essere bruciato e trasformato in energia (teleriscaldamento, energia elettrica) provenga davvero da una filiera controllata e controllabile, e che i fumi che si sprigionano dalla centrale non siano inquinanti. Per questo, c'è anche l'Arpa, che rispondendo alle sollecitazioni dello stesso comitato, del Comune e dei cittadini, nel 2014 ha avviato una campagna di monitoraggio proprio sulla qualità dell'aria attraverso centraline mobili posizionate in zone strategiche come l'incrocio tra corso Indipendenza e corso Italia, nei pressi della rotonda La coscienza dell'uomo (quella con l'omino che spinge i cubi). Per ora, i dati in possesso di Palazzo Lomellini e Non bruciamoci il futuro sono quelli di maggio, relativi al primo monitoraggio, dunque, mentre mancano ancora quelli successivi. Poco tranquillizzanti, i primi, per la verità, visto che gli agenti inquinanti non proverrebbero dalla centrale quanto dai gas di scarico dei veicoli che transitano a Rivarolo, città che nelle ore di punta, in fatto di inquinamento, sarebbe nè più nè meno sui livelli di Torino. In attesa di poter disporre dei dati raccolti dalla centralina posizionata nel mese di luglio, è già stata predisposta la terza campagna di rilevazione. Questa volta le centraline non verranno installate in prossimità di incroci dove c'è un'alta concentrazione di traffico, ma in uno dei cosiddetti obiettivi sensibili, ovvero le scuole. Trattasi, nello specifico, del cortile delle elementari del capoluogo, in via Roma, dunque. Il posizionamento avverrà nella seconda metà di gennaio. Il Comune vuole verificare l'area di ricaduta delle polveri della centrale e, in questo senso, la scuola è perfetta non essendo troppo distante, in linea d'aria, dall'impianto a biomasse. Per gli allievi, inoltre, la novità potrà costituire anche un momento educativo visto che alimenterà il dibattito, Lezioni di ecologia più che mai dal vivo.