Furti a raffica, ma i vigili sono spariti
di Simona Bombonato wPAVONE Ancora furti a raffica a Pavone, ma non ci sono vigili per fare i controlli. Nel mirino gruppi di case in via Trento e via Piave, alcune della quali già razziate nelle scorse settimane. I ladri non hanno risparmiato neppure le automobili parcheggiate nei cortili, ripulite al loro interno di quel poco che i proprietari avevano lasciato sui sedili. L'allarme resta alto. E a gennaio il Comune e i carabinieri di Ivrea, insieme, convocheranno un'assemblea pubblica per rammentare ai cittadini come comportarsi per rendere la vita meno facile ai topi di appartamento. I militari hanno intensificato i controlli anche di notte nelle zone più colpite, come piazza Martiri della Libertà, via Meana, via Trento, appunto, le borgate Verna, Quilico, Chiusellaro, Dossi. Il Comune, dal canto suo, non può che limitarsi a rinnovare l'invito a segnalare ogni presenza sospetta e denunciare anche i furti falliti. Niente di più, perché di vigili da far girare durante il giorno non ne ha nonostante le due unità formalmente operative. Un agente è a casa in malattia da oltre un mese, la vigilessa Fabrizia Brunetto, invece, lavora come giudice di pace al Tribunale di Ivrea perché così avrebbe chiesto (e ottenuto) il presidente: «Due volte abbiamo chiesto a nostra volta di farla rientrare – dice il sindaco Alessandro Perenchio -, ma ci è stato risposto che serve là, che non possono mandarcela indietro. È caduta anche la nostra proposta al tribunale di assumerla: abbiamo detto a questo punto assumetela voi, noi prendiamo un vigile al suo posto. Ne abbiamo bisogno. Niente. Nulla da fare». Da quattro anni va avanti questa situazione, continua Perenchio, solo che adesso «c'è l'altro vigile in mutua e visto il problema dei furti, vorremmo fare noi per primi dei servizi di controllo durante il giorno: a volte basta anche solo far girare la macchina dei vigili per migliorare la percezione nella gente». E come se non bastasse, ci sono le convenzioni con gli altri paesi «come Ivrea e Loranzè che non riusciamo a rispettare perché appunto, non avendo agenti a disposizione, se non sulla carta, noi la nostra parte non la possiamo fare». Tutto per dire che «a giugno chiederemo il rientro della nostra vigilessa con un'ordinanza o qualsiasi altro atto formale». Il sindaco sembra deciso. Tanto più che a Pavone il clima è pesante da oltre un mese, ormai. Il picco dei furti c'è stato a metà novembre con oltre una ventina di case svaligiate in due settimane. Il copione, sempre lo stesso. Appartamenti lasciati come un campo di battaglia in seguito a raid che si consumano nell'arco di pochi minuti in sequenza, tre quattro alla volta nel raggio di poche centinaia di metri, con in alcuni casi i cani da guardia addormentati con bocconi al sonnifero. Tutto questo ha fatto pensare a una banda di professionisti che conosce bene il territorio o ha avuto modo di studiare con attenzione le abitudini delle vittime. «Sappiamo che gli anziani tante volte non denunciano – ancora Perenchio – E invece è importantissimo farlo. Poi ci sono piccoli accorgimenti che, per quanto ci sia molta più prudenza da parte di tutti in paese, è sempre bene tenere a mente, fosse solo il gesto banale di abbassare le tapparelle quando si va via». Sono di questi giorni le voci di finti ispettori Enel in circolazione proprio a Pavone. Probabilmente voci, perché a quanto pare nessuno avrebbe sporto denuncia né sarebbero giunte segnalazioni in municipio. Pavone conta quattro telecamere per la videosorveglianza nelle piazze principali. Perenchio non è intenzionato ad aumentarle, come boccia a priori la soluzioni delle ronde e della vigilanza privata che qualcuno ha auspicato davanti al perdurare dell'emergenza.