Barbiero e l'omaggio jazz alla gatta di nome Simone
LEONE 23/7 - 22/8 IVREA Siamo abituati alle sorprese musicali di Massimo Barbiero, canavesano, jazzista, compositore, organizzatore di festival, fondatore e tuttora responsabile della scuola Musica Studio. Le sue proposte musicali sono sempre all'insegna della originalità e della fantasia; questa volta il cd appena uscito (sigla MB 001 reperibile dall'autore www.massimobarbiero.com), dal titolo Simone de Beauvoir, è dedicato alla sua gatta, morta da poco e a lui legatissima tanto da essere riconosciuta parte della famiglia, di nome appunto Simone che richiama la grande scrittrice francese omonima. Il disco comprende nove composizioni dello stesso Barbiero, delle quali alcune gia note e contenute in altri cd, naturalmente con un diverso organico strumentale. Qui il disco è completamente eseguito da Massimo Barbiero sulla marimba in un lungo susseguirsi di suoni magici e incantevoli. La marimba è uno strumento idiofono e percussione di origine africana appartenente alla famiglia dello xilofono e del vibrafono, diffusosi con la deportazione degli schiavi nelle Americhe. Dopo diversi perfezionamenti la marimba è entrata nell'uso della musica occidentale: leggera, jazz e anche classica. La marimba infatti è stata impiegata da Igor Stravinskij, Pierre Boulez, e in Italia, da Luigi Dalla piccola, da Luciano Berio e tanti altri. Il suono prodotto è assolutamente originale, caldo, pastoso e ricco di risonanze arcane. Afferma lo stesso Barbiero: «Il mio primo cd "in solo" è del 2008 e ha per titolo Nausica. Ne sono seguiti sltri due Deres, Sisifo e oggi questo Simone de Beauvoir. Certo quest'ultimo è di sola marimba: lo strumento, la tecnica sono diverse, infinitamente diverse. Comunque ho sempre privilegiato, forse per un suono più vicino alla terra, il legno dei tasti, una sorta di arcaicità timbrica che più che all'Africa rimanda a un tempo fuori dal tempo». Barbiero su citazioni di temi, di brandelli di temi, come dice lui, costruisce un clima improvvisativo, abbandonandosi a fantasie irresistibili, imprevisti accostamenti. Si tratta di un'ulteriore prova della sua inventiva condita di naturalezza. Sulla copertina del disco è riportata una frase di Ernest Hemingway che merita ricordare. Dice: «Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all'uomo: attraversare la vita senza far rumore». Come dire la discrezione e il silenzio elevati a stile di vita. Sergio Giolito