Ospedale, l'ultimo vagito è di Adele
CUORGNÈ Sarà la deliziosa piccola Adele, nazionalità albanese, la cui famiglia vive a Rivarolo, 3,630 chilogrammi, venuta alla luce con parto spontaneo alle 00,20 della notte tra domenica e lunedì, l'ultima neonata sulla cui carta d'identità comparirà la dicitura "nata a Cuorgnè". Come da programma, infatti, alle 20 di lunedì 15, hanno chiuso i battenti il reparto di ostetricia e ginecologia ed il pronto soccorso ostetrico-ginecologico e pediatrico dell'ospedale civile di Cuorgnè, e i medesimi servizi sono stati contestualmente riaperti a Ivrea, dove nel pomeriggio di lunedì, alle 17,16, è nata, con parto spontaneo, una bimba, di 3,07 chili. Nel 2014, a Cuorgnè sono nati 642 bambini, cinque dei quali negli ultimi giorni. Il 12 dicembre sono venuti alla luce Alessandro di Bairo e Greta di Borgiallo, il giorno prima Sergio di Cuorgnè e Riccardo di Rivarolo ed il 9 Massimo di Lombardore. Dopo la chiusura del reparto, inizieranno i lavori di ristrutturazione dei locali che ospitavano il nido dove, dal 7 gennaio prossimo, sarà attivato il day service materno infantile. Il nuovo servizio sarà aperto in orario diurno dal lunedì al venerdì con la presenza quotidiana di personale ostetrico ed infermieristico. Due giorni la settimana sarà presente il ginecologo, due giorni il pediatra ed un giorno il neuropsichiatra infantile. Nel day service, l'Asl/To4 garantirà servizi pre e post nascita, prestazioni infermieristiche per bambini, punto di ascolto delle donne in menopausa e punto di accoglienza delle donne vittime di maltrattamento. Ma è innegabile che la decisione della chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia, considerato dalle mamme e dai cittadini (a ragione) un po' il fiore all'occhiello del presidio sanitario di piazza Mussatti, sia stata mal digerita nel territorio dell'Alto Canavese. Dopo la raccolta di circa 14mila firme ed il sit- in di protesta pacifico e silenzioso di giovedì scorso al quale hanno partecipato una trentina di mamme, nonne, ex dipendenti, alcuni papà, mentre in rappresentanza delle istituzioni sono intervenuti soltanto il consigliere della Città Metropolitana, Cesare Pianasso, ed il consigliere di minoranza di Cuorgnè 150, Danilo Armanni, nonostante il trasferimento del reparto ad Ivrea sia ormai divenuto operativo a tutti gli effetti, per sabato 20, alle 14.30, davanti all'ospedale, il gruppo di mamme (e non solo) di Sosteniamo l'Ostetricia di Cuorgnè ha organizzato un'altra manifestazione. «Ci siamo fatti sentire e dobbiamo ancora farci sentire, anche se c'è chi dice che è troppo tardi - si legge nel volantino che pubblicizza l'iniziativa-. Da esperienze precedenti alla nostra (la speranza si chiama Domodossola), sappiamo che c'è sempre ancora una possibilità. Dobbiamo fare sentire la nostra voce, il nostro dissenso, i nostri diritti». Intanto, le attiviste del Comitato nato su facebook si stanno impegnando per avvisare ed invitare il maggior numero possibile di rappresentanti istituzionali «affinché non ci vengano a dire che non lo sapevano», come si legge sul profilo di Sosteniamo l'Ostetricia. Chiara Cortese ©RIPRODUZIONE RISERVATA